Fondazione Marisa Bellisario

COSTRUIRE PONTI IN TEMPI COMPLESSI: LA FORZA DELLA RETE DELLA FONDAZIONE MARISA BELLISARIO

di Aida Proietti*

Un’esperienza personale tra internazionalizzazione, resilienza e il valore di una rete che, nei momenti più difficili, sa diventare famiglia

Quando sono arrivata a Dubai per iniziare questa nuova fase della mia vita, non avrei mai immaginato che mi sarei trovata a vivere da vicino un momento storico così complesso.

Sono arrivata negli Emirati alcuni mesi fa seguendo mio marito, che ha accettato una nuova sfida lavorativa. Il nostro trasferimento è avvenuto in tempi molto rapidi e questa nuova fase della nostra vita si è trasformata quasi naturalmente anche per me in un nuovo capitolo professionale.

Il mio lavoro nel campo dell’Executive Search mi porta da sempre a lavorare a stretto contatto con imprese, manager e organizzazioni. Nel mio ruolo di Headhunter e Networker, il mio obiettivo è creare connessioni tra persone, competenze e opportunità.

Anche qui a Dubai sto cercando di mettere a disposizione questa esperienza per contribuire a rafforzare i rapporti tra Italia e Medio Oriente, supportando le aziende italiane nei loro percorsi di internazionalizzazione e favorendo, allo stesso tempo, collaborazioni con le realtà imprenditoriali locali.

Si tratta, in fondo, di costruire ponti tra sistemi economici diversi, tra imprese, tra visioni imprenditoriali e tra culture professionali che hanno molto da condividere e da imparare le une dalle altre.

Dubai è una città straordinariamente internazionale, dove convivono professionalità provenienti da tutto il mondo e dove il dialogo tra economie e culture diverse fa parte della vita quotidiana. È un contesto dinamico, aperto e fortemente orientato al futuro.

La mia passione per i temi dell’empowerment e della leadership al femminile mi ha portata naturalmente a entrare in contatto anche con la rete delle donne professioniste presenti negli Emirati. Un confronto stimolante che permette di scoprire prospettive diverse e di condividere esperienze tra donne che operano in contesti culturali differenti ma unite dalla stessa volontà di contribuire alla crescita economica e sociale.

Proprio qui mi sono trovata, quasi incredula, ad assistere all’inizio dei bombardamenti. I primi rumori mi erano sembrati quelli provenienti da un cantiere: a Dubai siamo abituati a sentire il suono dei lavori in costruzione ovunque. Solo dopo pochi istanti ho compreso che stava accadendo qualcosa di completamente diverso.

I primi giorni sono stati forse i più difficili da elaborare. Giorni fatti di attesa, di informazioni che arrivavano continuamente e di momenti di silenzio improvvisamente interrotti da rumori insoliti.

Quando si sentono i “bang bang”, come qui li chiamano con una semplicità quasi disarmante, entra in gioco qualcosa di molto più istintivo: l’amigdala prende il sopravvento e il corpo reagisce prima ancora della mente.

Molti mi chiedono come stiamo oggi. La risposta non è semplice, perché oltre alle sensazioni personali ci sono anche i numeri che raccontano la dimensione di ciò che stiamo vivendo. Nei primi dieci giorni sono stati lanciati 1.475 droni e oltre 300 missili, tra balistici e cruise.

In quei giorni abbiamo imparato molto rapidamente anche cose che mai avremmo pensato di dover conoscere. In una comunità internazionale come quella di Dubai, fatta di persone provenienti da tutto il mondo, le informazioni hanno iniziato a circolare velocemente: consigli pratici, indicazioni su come comportarsi, piccoli accorgimenti che improvvisamente diventano fondamentali.

Si condividono nuove competenze quasi spontaneamente: dove è più sicuro ripararsi in casa, cosa mettere in uno zaino in caso di emergenza, quali documenti tenere sempre a portata di mano. Persino gesti apparentemente semplici assumono un nuovo significato, come aprire le finestre per ridurre l’effetto dell’onda d’urto.

Accanto a queste attenzioni pratiche è emersa con grande forza anche la dimensione più umana delle relazioni. In momenti come questi la rete delle persone diventa fondamentale.

I vicini di casa, spesso provenienti da paesi diversi e con culture differenti, si sono rivelati una presenza preziosa. Ci si scambia messaggi, si condividono informazioni, si cerca di capire insieme cosa sta accadendo.

Anche la comunità italiana qui negli Emirati Arabi Uniti ha dimostrato una straordinaria capacità di essere vicina e solidale. In tanti si sono scritti, chiamati, confrontati, creando spontaneamente una rete di attenzione reciproca.

Allo stesso tempo ho potuto osservare da vicino la capacità delle istituzioni locali di gestire momenti complessi con grande senso di responsabilità e organizzazione. Gli Emirati Arabi Uniti hanno dimostrato ancora una volta grande attenzione alla sicurezza e alla stabilità, garantendo protezione e chiarezza di informazioni a una comunità internazionale molto numerosa.

Sono certa che la resilienza, lo sforzo e la grande capacità organizzativa che il Paese sta dimostrando in questo momento difficile saranno riconosciuti e ricordati con sincera gratitudine.

In questi giorni ho compreso ancora di più il valore profondo della rete costruita negli anni. Il mio legame con la Fondazione Marisa Bellisario dura da oltre vent’anni: sono socia da molto tempo e ho sempre partecipato attivamente alla vita della Fondazione, che nel tempo è diventata per me non solo una rete professionale ma una vera famiglia.

Desidero esprimere un ringraziamento sincero a Lella Golfo, che in prima persona mi è stata vicina, e a tutte le amiche della Fondazione che, con messaggi, telefonate e offerte di supporto, mi hanno fatto sentire una presenza costante anche a migliaia di chilometri di distanza.

Il potere di una rete non si misura solo nelle opportunità professionali che può generare, ma nella capacità di sostenersi reciprocamente nei momenti più complessi. In questi giorni ho sentito davvero la forza di questa famiglia.

Oggi, vivendo e lavorando in un contesto internazionale come quello di Dubai, sento ancora più forte la responsabilità di contribuire – anche attraverso il mio lavoro – a costruire dialogo, opportunità e connessioni tra paesi e sistemi economici.

Perché, in fondo, questo è il significato più profondo dell’internazionalizzazione: costruire ponti tra realtà diverse e creare nuove opportunità per le imprese, per i territori e per le persone.

*International Client Director Italy & MEA, Kilpatrick Executive Search

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