di Veronica Nicotra*
Il dossier Anci e la campagna di comunicazione Anci-Dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri
Contrastare la violenza maschile contro le donne e le disparità di genere significa assumersi una responsabilità istituzionale profonda, che riguarda la qualità della nostra democrazia e della convivenza civile. I Comuni italiani lo stanno facendo con determinazione, senza mai rinunciare al proprio ruolo di presidio dei diritti.
Di fronte alla violenza, non c’è spazio per la resa: le Amministrazioni locali non alzeranno mai bandiera bianca, perché difendere la dignità e la libertà delle donne è parte essenziale della loro missione.
Il lavoro dei Comuni è quotidiano e capillare. Riguarda i servizi sociali, le collaborazioni con i Centri antiviolenza e con le reti territoriali, gli interventi nei quartieri e nelle scuole, le iniziative culturali e i percorsi di accompagnamento verso l’autonomia delle donne che subiscono violenza.
Ma riguarda anche la capacità di trasformare i contesti in cui le persone vivono: educare al rispetto, contrastare stereotipi e discriminazioni, rendere gli spazi pubblici più sicuri e più inclusivi. Accanto a questo impegno verso le comunità, cresce la consapevolezza che le politiche per la parità devono trovare coerenza anche all’interno delle amministrazioni.
La valorizzazione del lavoro delle donne, la prevenzione delle discriminazioni e delle molestie, l’adozione di strumenti come il Piano di Azioni Positive o il Bilancio di genere rappresentano scelte organizzative che rafforzano la credibilità dell’azione pubblica e contribuiscono a costruire ambienti di lavoro più equi e responsabili.
Questi sono i dati che emergono nel Dossier ANCI su “L’impegno dei Comuni per la parità e contro la violenza di genere” che raccoglie il contributo di circa 600 Comuni, un patrimonio prezioso di dati, analisi e buone pratiche.
Le esperienze mappate dimostrano che la rete dei Comuni, con risorse e caratteristiche differenti, è in grado di sviluppare approcci innovativi, collaborazioni efficaci e percorsi strutturati di prevenzione e contrasto della violenza. È una rete che, nel suo insieme, sta contribuendo a generare un cambiamento culturale e istituzionale significativo nel Paese, su cui però c’è ancora molto da fare.
ANCI continuerà a sostenere i Comuni in questo percorso, favorendo la condivisione delle conoscenze, il rafforzamento delle competenze e la costruzione di politiche nazionali sempre più efficaci e coerenti.
Per questo, nel 2026, anno in cui si celebra l’ottantesimo anniversario dell’esercizio del diritto di voto da parte delle donne, l’ANCI assieme al Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri promuove la Campagna di Comunicazione istituzionale “Contro la violenza sulle donne, mai bandiera Bianca”.
La campagna nasce dalla convinzione che non sia più sufficiente intervenire solo sugli effetti del fenomeno, ma che sia necessario agire sulle cause profonde, di natura culturale e strutturale.
Ogni giorno assistiamo a un nuovo episodio di violenza, che riguarda fasce sempre più giovani della popolazione. Non possiamo continuare a pensare che si tratti di eccezioni, di devianze individuali o di fenomeni legati ad altri fattori, né rimanere indifferenti o accendere i riflettori sul problema solo in determinati giorni dell’anno.
Da qui il messaggio centrale della campagna: “25 novembre tutto l’anno”, segno di un impegno costante e permanente dei Sindaci. Potrà entrare tra i banchi di scuola e nelle piazze, potrà essere indossata dalle persone (tshirt, shopper, etc.) e affissa negli spazi comunali, si integrerà nel calendario degli eventi culturali, nell’anno delle celebrazioni per l’ottantesimo della Repubblica e del voto alle donne.
Un impegno che si traduce in un simbolo forte e immediatamente riconoscibile: la bandiera.
Contro la violenza sulle donne non si alza mai bandiera bianca.
Ai Sindaci abbiamo chiesto di aderire esponendo la bandiera e di coinvolgere influencer e figure pubbliche locali, che diventeranno ambassador del messaggio, in particolare tra i giovani, anche attraverso i canali social. Questa rete consentirà una diffusione capillare e multicanale della campagna, rafforzando la componente culturale e la penetrazione del messaggio nelle comunità.
La campagna “Mai bandiera bianca” si inserisce in un più ampio lavoro portato avanti da Anci sulle politiche di prevenzione, in costante dialogo con il Ministero e il Dipartimento per le Pari Opportunità, con l’obiettivo di rafforzare una risposta istituzionale chiara, netta e continuativa contro ogni forma di violenza di genere.
Per saperne di più https://www.ancicomunicare.it/contro-la-violenza-sulle-donne-mai-bandiera-bianca/
*Segretario Generale ANCI
