Fondazione Marisa Bellisario

QUALI OLIMPIADI PER LE DONNE?  

di Cinzia Boschiero*

Ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, il numero totale di atlete donne è di circa 1.362, su un totale di 2.900 partecipanti. Questa edizione segna un record storico di partecipazione femminile per le Olimpiadi invernali, raggiungendo il 47% di atlete donne. Questo risultato è frutto dell’impegno del Comitato Olimpico Internazionale per promuovere la parità di genere, portando a 50 il numero di eventi medaglia riservati alle donne su un totale di 116. L’Italia ha schierato la delegazione più numerosa di sempre con 196 atleti, di cui 93 sono donne (pari al 47,4%). Per la prima volta nella sua storia, il team canadese ha convocato più donne (108) che uomini (99). Nel programma delle gare sono stati introdotti otto nuovi eventi, tra cui lo sci alpinismo e nuove prove femminili nel salto con gli sci e nella combinata nordica, proprio per incrementare la presenza femminile. Non possiamo parlare quindi delle atlete italiane alle Olimpiadi Milano Cortina 2026 senza fare prima un breve excursus di quanto sia stato arduo per noi donne essere incluse nello sport negli anni.

Nell’antichità le donne non potevano essere neanche essere spettatrici alle Olimpiadi. Anche lo sport per le donne è stato infatti un ambito di continue e faticose conquiste anno dopo anno, secolo dopo secolo. La storia delle donne alle Olimpiadi moderne inizia a Parigi 1900, con appena il 2% di partecipanti in poche discipline (tennis, vela, golf). Da allora, le atlete hanno lottato per l’inclusione, raggiungendo quasi la parità numerica a Tokyo 2020 e Londra 2012, dove tutte le nazioni hanno incluso donne nei loro team.

Nel 1900 a Parigi vi fu la prima partecipazione ufficiale di una donna, la velista svizzera Hèléne de Pourtalès, prima campionessa olimpica in gara mista. La tennista Charlotte Cooper è stata la prima vincitrice individuale alle Olimpiadi. Nel 1920 ad Anversa ci fu la prima italiana a partecipare, la tennista Rosetta Gagliardi; a Berlino nel 1936 Ondina Valla fu la prima italiana a vincere un oro negli 80 metri a ostacoli; nel 1956 a Cortina, ricordiamo Giuliana Minuzzo, prima donna a pronunciare il giuramento olimpico. Nel 1996, atlete musulmane hanno potuto gareggiare in numeri maggiori e ricordiamo ad esempio Lida Fariman, iraniana. Nel 2012 a Londra parteciparono per la prima volta atlete di Arabia Saudita, Qatar e Brunei, e debuttò la boxe femminile, permettendo alle donne di competere in tutti gli sport.

In queste Olimpiadi Milano Cortina 2026, in corso fino al 22 febbraio 2026, le atlete italiane hanno conquistato finora 17 medaglie sulle 26 totali vinte dall’Italia. Arianna Fontana è diventata l’atleta italiana più medagliata di sempre nella storia dei Giochi Olimpici, raggiungendo quota 14 medaglie totali in carriera dopo l’argento nella staffetta femminile di short track e ha così superato Edoardo Mangiarotti che, prima, risultava essere l’italiano più medagliato. Federica Brignone ha vinto due ori nello sci alpino, trionfando sia nel Super Gigante che nello Slalom Gigante. Lisa Vittozzi ha conquistato uno storico primo oro per il biathlon femminile italiano in un’Olimpiade invernale. Francesca Lollobrigida ha ottenuto due medaglie d’oro nel pattinaggio di velocità. L’Italia ha conquistato pure la medaglia d’argento nella staffetta femminile dei 3000 metri dello short track con Arianna Fontana, Elisa Confortola, Chiara Betti e Arianna Sighel. La campionessa azzurra Michela Moioli ha conquistato una straordinaria medaglia di bronzo nello snowboard cross femminile alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, nonostante una brutta caduta in allenamento avvenuta solo 48 ore prima. Dopo un trauma facciale che l’ha costretta in ospedale, ha gareggiato a Livigno con ancora i segni della caduta, firmando un’impresa eroica e ottenendo la sua terza medaglia olimpica.

All’inizio del 2026, la rappresentanza femminile all’interno del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha raggiunto una quota significativa: su un totale di 107 membri del CIO durante il periodo dei Giochi di Milano Cortina 2026, 48 sono donne, pari al 44,9%. Inoltre la percentuale di donne nelle commissioni del CIO è aumentata notevolmente, arrivando quasi alla parità in alcuni settori. La presenza femminile è dunque aumentata drasticamente negli ultimi anni, passando da una percentuale molto bassa a quasi la metà dei membri, in linea con l’obiettivo del CIO di raggiungere la parità di genere nella propria organizzazione. Nel marzo 2025, poi, ecco la leadership di Kirsty Coventry che è stata eletta Presidente del CIO, diventando la prima donna a guidare l’organizzazione.

Quello che dispiace è il sessismo su alcuni media. Ha fatto discutere il caso di Jutta Leerdam, la pattinatrice olandese che ha conquistato l’oro nei 1000 metri di speed skating, firmando un nuovo record olimpico e che su alcuni media è stata menzionata più per essere la compagna di Jake Paul, pugile e youtuber statunitense, che per il record stabilito. Altri media si sono concentrati sul suo aspetto fisico, sulla zip della tuta abbassata durante i festeggiamenti. Faccio parte dell’Osservatorio delle pari Opportunità dell’Ordine dei Giornalisti e abbiamo già evidenziato e chiesto che siano sanzionati coloro che esercitano in modo inadeguato la professione. Francesca Lollobrigida in alcuni articoli è stata descritta come “mamma olimpica”, mamma d’oro”, “mamma volante” mettendo in primo piano il suo ruolo in famiglia piuttosto che il suo ruolo nella squadra azzurra. Lindsey Vonn è stata bersagliata da alcuni media con giudizi severi e inappropriati per la sua decisione di competere infortunata. Insomma malgrado ciò, i passi avanti ci sono e sono sostanziali.

I dati lo confermano: le donne quando partono… in tutti i sensi e in tutti i campi… prima o poi… arrivano a meta! Purtroppo occorre fare ancora molto per la “cultura dello sport”. Le atlete olimpiche incarnano forza e determinazione, sfidando convenzioni e record. Da Billie Jean King che rivendica la parità dicendo: «Le donne vincono e devono vincere ugualmente agli uomini» a Cathy Freeman che definisce la pista come «una forma di libertà», le citazioni celebrano il superamento dei limiti e la forza della competizione femminile.

D’altra parte, per tornare al valore della storia delle Olimpiadi fu proprio Pierre de Coubertin a dire: «Lo sport è parte del patrimonio di ogni uomo e di ogni donna».  Proprio per questo ricordiamo anche Vladyslav Heraskevych, il ventisettenne campione ucraino di slittino che non ha vinto la medaglia olimpica e nemmeno ha potuto figurare nella classifica della sua gara, perché lo hanno squalificato, ma ha vinto forse la gara più importante della sua vita, quella dei Giusti dello sport. Ha deciso con un atto simbolico di ricordare gli atleti ucraini che hanno perso la vita in questa guerra e in questi giorni ha indossato un casco con le loro fotografie pensando di ripagare il privilegio di essere presente a Cortina, facendosi così portavoce della loro memoria. Sul suo casco c’era il volto di Karina Bakhur, la campionessa ucraina di kickboxing, morta in ospedale il 18 novembre per le ferite riportate dopo un bombardamento sulla città di Berestin, nei pressi di Kharkiv, dove si allenava. Non aveva ancora diciott’anni. «Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Ha il potere di unire le persone» affermò Nelson Mandela e queste Olimpiadi lo rispecchiano nei fatti: ad esempio nel pattinaggio di figura, atlete come Adeliia Petrosian gareggiano sotto lo status neutrale AIN che è l’acronimo per Atleti Individuali Neutrali. Questo termine si riferisce agli atleti con passaporto russo o bielorusso che competono a livello internazionale, inclusi i Giochi Olimpici, senza rappresentare le loro nazioni. Il CIO ha adottato questa designazione in seguito all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 e Papa Francesco aveva affermato: «Olimpiadi e Paralimpiadi sono opportunità di pace».

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