di Paola Agabiti*
In un’epoca in cui il valore di un territorio si misura dalla sua capacità di generare connessioni autentiche e di farsi custode di un’identità condivisa, l’Umbria ha intrapreso negli ultimi anni un cammino di rinascita che parla il linguaggio della concretezza e della lungimiranza. Un cambiamento di paradigma che affonda le radici in una sensibilità moderna, dove la visione strategica, la competenza e la consapevolezza diventano il fulcro dell’agire amministrativo e professionale. È con questa sensibilità che, come assessorato al turismo, nel 2019 abbiamo scelto di invertire una rotta che sembrava inesorabilmente tracciata, abbracciando un modello di crescita che non si limitasse a gestire il presente, ma progettasse il futuro partendo da un assunto fondamentale: il turismo è un caposaldo strategico per lo sviluppo economico, occupazionale e culturale della nostra regione.
Abbiamo lavorato con determinazione per superare vecchie logiche di campanile, promuovendo l’Umbria come una destinazione unitaria, dove la forza di ogni singolo borgo si amplifica all’interno di un racconto corale e armonico. Sotto il brand “Cuore Verde”, abbiamo messo a sistema tutte le nostre eccellenze: l’arte, il paesaggio, la cultura, l’enogastronomia, lo sport. Questa connotazione identitaria, forte e riconoscibile, ci ha permesso di parlare con una voce sola sui mercati nazionali e internazionali, portando a risultati straordinari. Gli incrementi di presenze registrati nel corso degli anni e un trend che continua a crescere costantemente nel tempo sono il segno tangibile che la strada della qualità e dell’innovazione, percorsa nel solco della tradizione, è quella che premia il lavoro di un intero sistema territoriale.
Come donne impegnate nelle istituzioni e nel mondo del lavoro, sappiamo però che la vera crescita non si misura solo con i numeri, ma con la capacità di rendere un luogo accogliente per tutti. Perciò, in una visione incentrata su una sostenibilità che sia al contempo ambientale e sociale — in piena coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 20-30 — sull’inclusivisità e sul vissuto esperienziale, il fattore umano è tornato a essere fortemente protagonista. Con questa logica abbiamo elaborato strumenti normativi e operativi capaci di dare risposte alle mutate esigenze del mercato e, nel contempo, di mettere al centro la persona e le sue relazioni, riservando un’attenzione senza precedenti al turismo lento, ai cammini e alla rete delle ciclovie, trasformando l’Umbria in un punto di riferimento a livello internazionale per chi cerca un contatto profondo con la natura, con l’arte e con la storia.
Investire nei percorsi e nell’ospitalità per i camminatori significa prendersi cura del paesaggio e delle piccole comunità che lo abitano, valorizzando quel tessuto di micro-imprese e di professionalità, spesso femminili, che rappresentano la spina dorsale della nostra economia dell’accoglienza. Questa rinascita è stata supportata da politiche organiche, attraverso progetti mirati che hanno sostenuto tanto le imprese quanto gli enti locali nella creazione di prodotti turistici innovativi. Innovare quindi nella tradizione, con la consapevolezza che se la creazione di un ecosistema digitale e l’utilizzo di tecnologie avanzate di Data Analytics e Big Data per comprendere i bisogni e indirizzare le risorse finanziarie in modo efficace è imprescindibile, la nostra bussola deve comunque rimanere orientata verso la persona: il viaggiatore che cerca bellezza e il cittadino che vive il territorio.
L’Umbria che oggi si presenta al mondo è una regione che ha saputo riscoprire le proprie radici proiettandole nel domani, dimostrando che una governance basata sulla programmazione e sul coinvolgimento attivo dei soggetti privati può generare una crescita virtuosa e duratura.
In questa prospettiva, il turismo diventa una vera leva di empowerment per l’intero territorio, un campo in cui la creatività e la determinazione femminile possono trovare nuovi spazi di espressione e di affermazione economica. Questa non è solo una cronaca di successi passati, ma la proiezione verso un futuro in cui proseguiremo il nostro lavoro affinché l’Umbria continui a crescere come laboratorio di sostenibilità e innovazione, confermandosi una meta dove il viaggio diventa, per ogni visitatore, un’esperienza di autentica connessione. Una terra dove ogni barriera viene abbattuta affinché la bellezza si imponga come patrimonio universale. È una sfida di civiltà, di merito e di talento, valori che devono guidare ogni giorno il nostro impegno per costruire una società più equa, dinamica e pronta a raccogliere le sfide del domani.
*Vice Presidente Assemblea Legislativa Regione Umbria
