di Eleonora Marinelli*
“Ma quindi… parliamo di EBITDA?” È una delle battute de Il Diavolo Veste Prada 2, vero e proprio must del momento. Una frase che nasce in un contesto ironico, ma che riesce a intercettare con precisione una dinamica molto concreta: anche nei mondi più creativi, glamour e apparentemente lontani dai numeri, la dimensione economico-finanziaria resta centrale. Ed è proprio qui che la narrazione si fa interessante.
Da sempre, la Fondazione Marisa Bellisario promuove un modello di leadership capace di coniugare visione, competenze e responsabilità. In questo scenario, il linguaggio dei numeri, e in particolare indicatori come l’EBITDA, non è solo uno strumento tecnico, ma una leva strategica per leggere il presente e costruire il futuro.
L’EBITDA, infatti, rappresenta una delle chiavi di lettura più immediate per comprendere la capacità di un’organizzazione di generare valore nel tempo. Non esaurisce la complessità di un’impresa, ma consente di focalizzarsi su aspetti fondamentali: la qualità della performance operativa, la sostenibilità delle scelte, la solidità di un modello di business.
Nel mio percorso professionale, ho imparato a considerarlo come una bussola: uno strumento utile per orientare decisioni, valutare strategie e interpretare con maggiore consapevolezza i contesti in cui si opera. Una bussola che, tuttavia, richiede sempre di essere affiancata da una visione più ampia.
Perché i numeri, da soli, non bastano. La vera sfida, oggi più che mai, è saperli integrare in una lettura sistemica, che tenga conto delle persone, dei mercati, dei cambiamenti sociali e tecnologici. Le organizzazioni hanno bisogno di leader capaci di trasformare dati in decisioni, analisi in azioni, performance in impatto concreto.
È in questo equilibrio tra rigore analitico e capacità interpretativa che si costruisce una leadership moderna. Una leadership che non rinuncia alla profondità dell’analisi, ma che sa anche leggere tra le righe, cogliere segnali deboli, anticipare scenari e guidare il cambiamento.
Un tema particolarmente rilevante anche nel percorso di valorizzazione della leadership femminile. Promuovere competenze economico-finanziarie, rafforzare la consapevolezza dei numeri e incoraggiare una partecipazione sempre più attiva nei processi decisionali significa contribuire a creare organizzazioni più equilibrate, inclusive e orientate al lungo termine.
In questo senso, la capacità di “parlare EBITDA” non è solo una competenza tecnica, ma un tassello fondamentale di empowerment. Significa poter sedere ai tavoli decisionali con strumenti adeguati, contribuendo in modo concreto alla definizione delle strategie e alla creazione di valore.
In fondo, è proprio questo il messaggio che possiamo cogliere anche da una battuta diventata virale: dietro ogni scelta, anche la più creativa o innovativa, esiste sempre una logica economica che ne determina la sostenibilità.
Saperla leggere e saperla guidare è ciò che fa la differenza.
Perché i numeri, oggi, non sono solo strumenti di misurazione.
Sono parte integrante della narrazione del valore, della crescita e del futuro delle organizzazioni.
*Delegazione Fondazione Marisa Bellisario Puglia
