di Eleonora Marinelli*
Nel solco delle Madri Costituenti, la storia dell’unica pugliese tra le 21 donne che contribuirono alla nascita della Repubblica italiana e alla stesura della Costituzione.
Il 2 giugno 1946 segna una svolta epocale nella storia del nostro Paese: le donne italiane partecipano a una consultazione politica nazionale, esercitando il diritto di voto e candidandosi alle elezioni per l’Assemblea Costituente. Da quel momento prende forma una nuova Italia, fondata sui principi della democrazia, della libertà e dell’uguaglianza.
E così 21 donne siedono nell’Assemblea Costituente. Sono le Madri Costituenti: figure provenienti da culture politiche diverse, ma unite dalla volontà di contribuire alla costruzione di una Repubblica più giusta, inclusiva e moderna.
Tra queste protagoniste vi è anche una donna pugliese, il cui nome merita di essere riscoperto e valorizzato: Vittoria Titomanlio.
Nata a Barletta il 22 aprile 1899, Vittoria Titomanlio cresce in un contesto in cui l’impegno educativo e sociale rappresenta una leva fondamentale per il progresso della comunità. Insegnante elementare, educatrice e attiva nel mondo dell’associazionismo cattolico, sviluppa una profonda sensibilità verso i temi dell’istruzione, della partecipazione civica e della promozione delle donne.
L’attenzione ai bisogni delle persone e dei territori caratterizzerà tutta la sua esperienza pubblica. Quando viene eletta all’Assemblea Costituente nelle liste della Democrazia Cristiana, porta con sé la voce del Mezzogiorno e l’esperienza maturata accanto alle famiglie, ai giovani e alle realtà locali.
La sua elezione assume un valore simbolico e sostanziale: Vittoria Titomanlio è infatti l’unica pugliese tra le 21 Madri Costituenti.
Nel lavoro costituente, Titomanlio si distingue per l’attenzione alle autonomie territoriali, alla valorizzazione delle comunità locali e al ruolo della formazione come strumento di crescita democratica.
In un Paese chiamato a ridefinire le proprie istituzioni dopo la tragedia della guerra e del fascismo, sostiene la necessità di avvicinare lo Stato ai cittadini attraverso il riconoscimento delle autonomie regionali. La sua convinzione è che una democrazia solida debba essere capace di ascoltare i territori e di valorizzarne le specificità, favorendo una partecipazione più ampia e responsabile alla vita pubblica.
Parallelamente, continua a promuovere una visione della società in cui istruzione, lavoro e partecipazione rappresentano strumenti essenziali di emancipazione. Temi che trovano piena coerenza con lo spirito della Costituzione e con il contributo offerto dalle donne che parteciparono alla sua elaborazione.
Come molte delle Madri Costituenti, Vittoria Titomanlio comprende che la presenza femminile nelle istituzioni non è una questione di rappresentanza formale, ma una condizione necessaria per arricchire la qualità della democrazia e ampliare lo sguardo sulle esigenze della società.
A quasi ottant’anni dalla nascita della Repubblica, la figura di Vittoria Titomanlio conserva una straordinaria attualità. La sua esperienza racconta una leadership fondata sulla competenza, sul servizio, sulla capacità di ascolto e sulla volontà di costruire opportunità per gli altri.
Non una leadership esercitata attraverso il potere, ma attraverso la responsabilità. Non una leadership individuale, ma orientata al bene comune.
Sono valori che trovano una naturale continuità nella missione della Fondazione Marisa Bellisario, da sempre impegnata a promuovere il talento, il merito e la presenza delle donne nei luoghi decisionali della società, dell’economia e delle istituzioni.
Le Madri Costituenti hanno aperto una strada che molte donne hanno poi percorso nei decenni successivi. Hanno dimostrato che la partecipazione femminile non è un elemento accessorio della democrazia, ma uno dei suoi pilastri fondamentali.
Ricordare Vittoria Titomanlio significa celebrare una protagonista della storia italiana, ma anche riflettere sul percorso ancora in corso verso una piena parità di opportunità e di rappresentanza.
La sua vicenda ci ricorda che il cambiamento nasce dalla preparazione, dall’impegno e dal coraggio di assumersi responsabilità. Ci insegna che ogni conquista collettiva è il risultato della determinazione di donne e uomini capaci di guardare oltre il proprio tempo.
Dalla Costituente alla leadership femminile contemporanea, il filo rosso è lo stesso: la convinzione che il talento delle donne sia una risorsa indispensabile per costruire una società più equa, innovativa e inclusiva.
*Delegazione Fondazione Marisa Bellisario Puglia
