Fondazione Marisa Bellisario

LA FORMAZIONE PROFESSIONALE PER PROMUOVERE L’INCLUSIONE NELLE CARRIERE STEM E DI CURA

di Monica Verzola*

L’inclusione di genere nelle carriere STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) e di cura è cruciale per il progresso sociale, l’innovazione e la crescita economica inclusiva, specialmente in vista delle transizioni verso economie verdi e digitali. Tuttavia, le disparità di genere persistono in questi settori vitali. I dati dell’Indice dell’Economia e della Società Digitale (DESI) 2022 mostrano che solo uno specialista ICT su cinque e un laureato STEM su tre sono donne. Questa sotto-rappresentazione nei campi high-tech contrasta nettamente con la presenza schiacciante delle donne nei settori di cura a basso salario, dove costituiscono il 90% della forza lavoro.

Fattori sociali e culturali contribuiscono alla segregazione occupazionale di genere, quali le norme sociali di genere, i ruoli di genere restrittivi, le disuguaglianze strutturali, la distribuzione disuguale delle responsabilità di cura e la carenza di modelli femminili in posizioni di vertice. La formazione professionale ha il potenziale per dotare le donne delle competenze necessarie per svolgere i lavori del futuro e affrontare queste disparità. Fornendo percorsi accessibili, ambienti di apprendimento inclusivi, collaborando con le aziende e offrendo orientamento e supporto personalizzati, la formazione professionale (VET) offre in Europa e in Italia vie promettenti per affrontare queste disparità.

Durante il recente “Policy Roundtable Debate” organizzato da EVTA (European Vocational Training Association), sono stati discussi questi temi cruciali per elaborare raccomandazioni politiche atte a promuovere l’inclusione di genere. Il dibattito ha visto la partecipazione di rappresentanti della Commissione Europea, come la Direzione Generale Giustizia e Consumatori (DG JUST) e la Direzione Generale Occupazione, Affari Sociali e Inclusione (DG EMPL), oltre ad organizzazioni come SMEs United, Afpa (Agence nationale pour la formation professionnelle des adultes – FR) ed Enaip NET (IT).

Le politiche europee, come il programma Erasmus+ per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport, integrano pienamente la dimensione dell’uguaglianza di genere. La parità di genere è uno dei principi chiave del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, che promuove l’uguaglianza di genere in tutti i settori, compresa la partecipazione al mercato del lavoro, la progressione di carriera e la parità di retribuzione per lavoro di pari valore.

Nonostante le iniziative politiche esistenti, la segregazione di genere persiste nella formazione professionale, le cui specializzazioni rimangono stabili nel loro profilo di genere, con le donne che raramente scelgono percorsi educativi in professioni tecniche e gli uomini che raramente scelgono programmi educativi in settori legati alla salute e al benessere. Un gender responsive approach anche nei programmi VET, può rispondere meglio alle esigenze di tutti i cittadini contrastando le disuguaglianze esistenti. Le politiche di formazione professionale e di apprendimento permanente dovrebbero quindi incoraggiare le donne a beneficiare pienamente dell’istruzione e della formazione, ugualmente ai loro pari maschi. L’accesso delle donne ai campi professionali storicamente e culturalmente mascolinizzati deve essere incoraggiato, aumentando il loro coinvolgimento in occupazioni tecniche e in posizioni apicali. Solo così potremo costruire una società più equa e prospera per tutti.

*Direttrice Area Internazionale ENAIP NET

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