Fondazione Marisa Bellisario

INCLUSIONE E DISABILITÀ: SPUNTI OPERATIVI DI CONFRONTO

di Laura Carrucciu*

Si stima che in Unione Europea una persona su quattro sia portatrice di una disabilità. Parliamo oggi di circa 107 milioni di persone[1], un numero che si comprende solo se si considera la complessità del tema nelle sue molteplici sfaccettature, più o meno percepite o percepibili.

Nel comune sentire spesso sfugge che esistono anche delle disabilità “invisibili”, portato di malattie croniche o autoimmuni, postumi di patologie oncologiche o d’altra natura sempre più diffuse, di difficolta congenite o sopravvenute, di vulnerabilità di varia genesi che possono rivelarsi limitanti o non meno invalidanti di altre forme più evidenti.

La disabilità, in ogni sua forma, è parte della natura umana e quello che può realmente fare la differenza è come venga compresa, accompagnata e valorizzata nella società.

Il P.N.R.R. ha portato nell’ambito della Missione 5 “Inclusione e coesione a una completa rivisitazione anche del quadro giuridico di riferimento.  La legge delega 227/2021 in materia di disabilità con i suoi decreti attuativi ne è un segno tangibile per il cambiamento paradigmatico e innovativo di visione che ha introdotto in prospettiva multidisciplinare con un focus  sul progetto di vita individuale. Al centro del sistema ora c’è la persona disabile, la sua valorizzazione, la sua autodeterminazione con partecipazione attiva a tutte le scelte che la riguardano in coerenza coi principi sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Citando le parole della Ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli:

…La crescita economica e la coesione sociale del nostro paese dipendono sempre di più anche dalla nostra capacità di non lasciare indietro nessuno. Non possiamo più parlare di costi e di semplice aiuto ma di un serio investimento sulle potenzialità e sul valore di ogni persona… Il cammino è ancora lungo, ma in questi anni abbiamo compiuto tanti passi avanti…[2].

La disabilità non dovrebbe più quindi rappresentare un “problema” da risolvere ma una prospettiva del nostro vivere comune da conoscere per poter apprezzare e valorizzare, una fonte di potenzialità che può costituire una ricchezza e contribuire a fornire un diverso e più ampio approccio alla quotidianità in ogni suo ambito e sfumatura con maggiore profondità visuale e completezza per programmare un piano d’azione concretamente inclusivo.

Un esempio ci viene anche dal mondo dello sport, dalle recenti Olimpiadi e Paralimpiadi che nella celebrazione delle varie discipline sportive ci hanno offerto risultati emozionanti, frutto di impegno e determinazione dove atleti ed atlete con diverse abilità si sono cimentati con un non diverso spirito di determinazione e competizione e non diversi successi.

Una delle priorità anche nell’agenda ONU in tema di disabilità è il riconoscimento e la valorizzazione della capacità di leadership e delle competenze decisionali e d’indirizzo delle persone con disabilità.

Una disabilità quindi che in questa prospettiva diviene protagonista e parte integrante del cambiamento sociale e normativo.

Come?

Cominciamo con l’adottare un approccio inclusivo alla disabilità ogni qualvolta sul tavolo all’esame vi sia un tema di interesse per le persone che ne sono portatrici, istituendo meccanismi di confronto, consultazione, consulenza, spunti esperienziali e dati concreti.

Nel corso degli anni appare avviato un percorso sempre più consapevole e partecipato a tutti i livelli, nazionale ed internazionale, verso una concreta inclusione delle persone con disabilità intesa non come mera accoglienza ed inserimento quanto piuttosto come relazione binaria che sussiste tra due insiemi quando tutti gli elementi dell’uno fanno parte anche dell’altro, nell’accezione etimologica del termine che ci offre il mondo della matematica.

Nothing About Us Without Us, niente su di noi senza di noi, con le parole del movimento globale per i diritti delle persone con disabilità per rivendicare il diritto ad un’inclusione effettiva nella società a partire dalla rimozione delle barriere architettoniche e strutturali, dall’accesso paritario a formazione e lavoro ed in generale ad una vita indipendente. Esprime l’importanza imprescindibile di partecipazione e rappresentazione nel contesto socio-politico e culturale in generale ed in particolare in progetti, politiche ed iniziative che concernono persone con disabilità in un profondo cambiamento di prospettiva.

A partire dalle linee guida tracciate dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, primo trattato in tema di diritti umani ratificato dall’Unione Europea che ne fa un proprio tema.

Il percorso avviato con il piano di “Strategia europea sulla disabilità 2010-2020 trova la sua prosecuzione nella”  Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 dove il focus parte da una generale attenzione alla disabilità per spostarsi verso i “diritti” delle persone con disabilità, distinguo non solo terminologico ma sostanziale e concreto.

La Commissione europea si è impegnata ad istituire una piattaforma sulla disabilità, coordinando e riunendo a sé nell’azione le autorità che nei singoli ambiti nazionali sono responsabili dell’attuazione della convenzione ONU e le varie organizzazioni che rappresentano i portatori di disabilità, per porre in essere gli obiettivi della strategia, rafforzare la cooperazione e gli scambi sull’attuazione della convenzione, impegnandosi a promuovere la partecipazione di tutti gli “stakeholders” ai lavori, al dialogo, all’elaborazione ed attuazione della strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030.

Il percorso è ancora lungo, impone nuove iniziative, politiche economiche, socio-culturali e non solo, per un concreto miglioramento della qualità di vita delle persone con o senza disabilità.

*Avvocato

[1] Dati Eurostat – IlSole24ore – 3 dicembre 2025 – Vita e Disabilità – approfondimento in occasione della Giornata internazionale sui diritti delle persone con disabilità

[2] IlSole24Ore- Cit.

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