Fondazione Marisa Bellisario

IMPEGNARSI A SOGNARE

di Claudia Cattani*

La Mela d’Oro, che la Fondazione Marisa Bellisario conferisce annualmente da 37 anni a donne che si sono distinte in diversi campi e attività, è un’icona famosa ed evocativa. Sono oltre 600 le premiate cui è stato riconosciuto talento nella professione, nel management, nella scienza, nell’economia, nel sociale, nella cultura e nell’informazione, nello spettacolo e nello sport. È bello che il Premio stia coinvolgendo sempre più anche donne particolarmente giovani, perché sono portatrici di innovazione, sguardi diversi, stimoli nuovi. Così come è significativo che molte di esse siano donne attive e brillanti nelle discipline STEM, poiché ciò conferma la capacità di quest’iniziativa di rinnovarsi e crescere di rilevanza, grazie soprattutto all’impegno continuo e alla passione di Lella Golfo, storica Presidente della Fondazione.

La Fondazione Marisa Bellisario è una comunità, un luogo di interessi e obiettivi comuni, un ambiente vitale e aperto. Ha lo sguardo rivolto alla Società, alle sue dinamiche e ai suoi costanti cambiamenti per intercettarli, discuterne e, se del caso, dare una propria visione attivando le necessarie azioni. A tale proposito, credo che – per le tematiche di genere e non solo – sia prezioso un approccio sistemico pubblico-privato rappresentato in primo luogo da famiglia, scuola, università a fianco di istituzioni, enti, aziende che, nella fattispecie, sostengono il Premio e in generale le iniziative volte a diffondere la cultura della parità di genere in ogni ambito.

Cambia la Società e, negli anni, si arricchiscono anche le categorie del Premio, ma la parola d’ordine è sempre talento. Ricordo spesso che Marisa Bellisario diceva: “Per una donna avere successo è più difficile ma è molto più divertente”. Una frase che mi ha portato a riflettere proprio sul concetto di talento e sulla sua trasversalità di genere.

Il talento è una forma di allenamento da alimentare con passione, impegno, costanza e coerenza, atteggiamenti e approcci mentali che sono certamente dell’uomo come della donna. E dunque, ancora una volta, Marisa è ispirante: ci parla di quel particolare atteggiamento, la passione per ciò che si fa, che porta una donna ad essere ancor più diligente e concentrata nel perseguire sogni e obiettivi.

Lo studio e la formazione continua sono il primo passo per una giovane che voglia avere basi solide e adeguata preparazione. Credo molto nel valore della conoscenza, perché – per le ragazze e non solo – è leva di autonomia e indipendenza oltre che contributo per capire ciò che siamo e vogliamo essere. Ripeto spesso che bisogna “impegnarsi a sognare”: assecondare le proprie inclinazioni, alimentare i propri desideri e adoprarsi per raggiungerli.

Partecipo da circa 20 anni – con sempre emozione – alla cerimonia di premiazione e con orgoglio ricordo quando fui io a ricevere la Mela d’Oro, che mi accompagna e mi ispira, forte del suo valore e della sua simbologia.

Non certo un segno di ostentazione ma di responsabilità e consapevolezza: responsabilità nell’essere stata insignita di un riconoscimento importante che testimonia un percorso di crescita professionale e personale; consapevolezza di essere parte attiva della Fondazione che ha ideato, con novità e lungimiranza, questo importante premio.

L’artista Mastro Sette che ha creata la Mela d’Oro si è ispirato alla mela cotogna esaltando l’unicità di questo frutto, la genuinità e la dolcezza. In questi anni, accanto alla Fondazione e nel mio ruolo di Referente per il Lazio, sono davvero tante le donne che ho incontrato e conosciuto, delle quali sono lieta di essere amica: racchiudono le caratteristiche della “mela cotogna” per la loro unicità, storie di successo ed esempi viventi di managerialità femminile.

*  Presidente i BNL BNP Paribas e Findomestic Banca

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