Fondazione Marisa Bellisario

IL TALENTO DELLE DONNE, CHIAVE DEL FUTURO EUROPEO

di Antonella Sberna*

Al Parlamento europeo si è tenuta la Settimana europea dell’uguaglianza di genere, di cui sono responsabile in qualità di vicepresidente del Parlamento europeo. Un momento annuale per fare il punto sulla condizione di donne e ragazze in Europa e nel Mondo attraverso dibattiti, riflessioni e scambi di opinioni. Un’opportunità per riflettere sul cammino percorso e i risultati ottenuti, ma soprattutto per proiettarci verso il futuro ed affrontare le problematiche che rimangono da risolvere. Al contempo, è anche un’occasione per ascoltare le storie e le testimonianze di chi ogni giorno è impegnato sul campo, nelle istituzioni, nelle imprese, nel terzo settore e nelle comunità locali, per costruire una società più resiliente e consapevole.

Tra le voci che abbiamo ascoltato anche quella di Lella Golfo, fondatrice e presidente della Fondazione Marisa Bellisario, la quale ha ribadito con la determinazione, la passione e il trasporto che la contraddistingue l’importanza di sostenere il talento delle donne in una visione complessiva di rilancio economico e sociale. Quest’anno ho scelto come tema della Settimana il talento, proprio perché ritengo sia una delle chiavi del futuro dell’Europa. Con un messaggio chiaro alle generazioni future: le prove che ci pone davanti la vita possono essere superate con coraggio e risolutezza. Sta a noi credere nei nostri sogni e nelle nostre possibilità e alle istituzioni la responsabilità di interpretare i tempi e favorire gli investimenti e le politiche per migliorare gli ecosistemi sociali, economici e culturali affinché i talenti possano crescere e brillare.

Eppure, in Europa le donne rappresentano più della metà dei laureati e quasi la metà dei dottori di ricerca e restano sottorappresentate nei ruoli di direzione e di responsabilità, nella tecnologia, nella finanza, nella politica. È questo il cosiddetto talent gap, ovvero il divario tra il potenziale che esiste e il riconoscimento che manca. Un divario che non è solo una questione di equità, ma anche di crescita: limita la competitività, frena la creatività e riduce la capacità dell’Europa di innovare e di costruire un futuro coerente con le aspirazioni delle nuove generazioni.

Parlare di parità di genere, dunque, significa discutere di sviluppo e di sostenibilità sociale. Credo che il discorso sulla parità debba essere trattato con una visione positiva e orientata al futuro, attraverso soluzioni pragmatiche e non ideologiche.

Scegliere un linguaggio positivo non significa ignorare le difficoltà o le ingiustizie che ancora colpiscono molte donne. Al contrario, significa orientare la narrazione verso la trasformazione e l’efficacia del cambiamento. Significa accompagnare la denuncia con una visione propositiva, capace di attrarre consenso e costruire alleanze tra istituzioni, imprese e cittadini. Perché l’equità non è solo giusta, ma crea valore, genera qualità, stimola innovazione e competitività.

Da questo punto di vista il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dimostrato quanto con dedizione, preparazione e determinazione si possano raggiungere obiettivi straordinari. La sua esperienza rappresenta un incoraggiamento per milioni di donne e un invito a credere che un futuro migliore è possibile, per l’Italia e per l’Europa.

Per noi, impegnate nella vita pubblica, la missione è creare un contesto in cui il merito e il talento possano emergere liberamente. Di fronte alle sfide globali che abbiamo davanti, non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuna mente, nessuna energia, nessuna passione. Una sfida culturale per costruire un’Europa che creda nel talento femminile come motore di crescita, coesione e benessere.

In conclusione, la Settimana europea dell’uguaglianza di genere ci ricorda che il talento femminile è una forza strategica per il futuro dell’Europa. Sostenere le donne significa rafforzare le famiglie, migliorare l’educazione, rendere più forti le comunità. Valorizzarle significa costruire una società più equa, innovativa e competitiva. Serve l’impegno di tutti, dalle istituzioni alle imprese, dalle associazioni e fondazioni ai cittadini, per abbattere stereotipi e creare reali opportunità di crescita. Così l’Europa può essere quel luogo dove ogni talento, senza distinzione di genere, possa esprimersi pienamente e contribuire al bene comune.

*Vicepresidente del Parlamento europeo, componente del gruppo di alto livello sull’uguaglianza di genere e la diversità

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