Fondazione Marisa Bellisario

DAL GHIACCIO ALLO SCI: L’ORGOGLIO DELLE AZZURRE ALLE OLIMPIADI INVERNALI

di Beatrice Coletti*

Si sono appena concluse le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, lasciando un’eredità di emozioni, immagini potenti e un bilancio sportivo che ha premiato in modo particolare le atlete italiane. Per due settimane l’Italia è stata il centro del mondo, un grande palcoscenico diffuso tra città e montagne, capace di unire modernità e tradizione.

La cerimonia di apertura a Milano ha dato il via a un’edizione dal forte valore simbolico, infatti per la prima volta i Giochi sono stati concepiti come un sistema territoriale integrato, con competizioni distribuite tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige; Cortina d’Ampezzo è tornata protagonista dopo l’esperienza del 1956, confermandosi icona dello sport alpino.

Dal punto di vista organizzativo queste Olimpiadi hanno rispettato le promesse di sostenibilità e riutilizzo degli impianti esistenti. Molte strutture sono state ammodernate, anziché costruite ex novo, riducendo l’impatto ambientale e valorizzando territori già vocati agli sport invernali.

Il pubblico ha risposto con entusiasmo, riempendo stadi e piste e creando un clima di festa diffusa, acuito dai grandi successi raggiunti dal team azzurro che ha totalizzato 30 medaglie complessive: 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi, il miglior bottino di sempre ai Giochi invernali.

Sono state proprio le atlete a divenire motore decisivo del medagliere italiano, a partire dal doppio successo di Francesca Lollobrigida, pattinatrice di velocità e mamma di un bimbo di tre anni, che è salita sul podio più alto il giorno del suo trentacinquesimo compleanno nei 3000 metri, prima medaglia guadagnata dall’Italia e poi nei 5000 metri.

Doppio capolavoro anche quello di Federica Brignone, che dopo aver recuperato in tempi record un grave infortunio, proprio quando il dolore e la pressione avrebbero piegato anche il carattere più indomito, vince l’oro prima nel superG e poi nello slalom gigante e le avversarie si inchinano.

Cortina accoglie Sofia Goggia prima come tedofora per l’accensione del braciere olimpico, poi sul podio della discesa libera in cui conquista la medaglia di bronzo.

Milano – Cortina 2026 ospita una prima volta storica, l’esordio del doppio femminile di slittino, che vale l’oro per le italiane Andrea Voetter e Marion Oberhofer, il loro nome resterà per sempre il primo nell’albo delle vittorie olimpiche di questa disciplina.

Anche la “nuova neve”, quella del freestyle e dello snowboard parla italiano in versione femminile: Michela Moioli vince il bronzo nello snowboard cross e l’argento nel cross a squadre miste; Lucia Dalmasso conquista un bronzo nello slalom gigante parallelo; mentre Flora Tabanelli, nonostante il legamento crociato anteriore del ginocchio destro rotto e gareggiando con un tutore, vince il bronzo nel freeski big air, una disciplina in cui il confine tra il coraggio e il rischio è sempre sottile.

La vittoria di Lisa Vitozzi è stata uno dei momenti più intensi e simbolici dei Giochi; ad Anterselva, nella gara dell’inseguimento, questa atleta ha disputato una prova di altissimo livello tecnico e mentale: perfetta al poligono, lucida sugli sci, ha costruito la sua vittoria con intelligenza tattica, gestendo il ritmo nei primi giri e accelerando nel momento decisivo e guadagnando il primo oro olimpico nella storia del biathlon femminile italiano. Senza dimenticare la medaglia d’argento vinta insieme a Dorothea Wierer nella staffetta mista.

Sul ghiaccio di Milano il pattinaggio short track è stato il romanzo più ricco di capitoli, con una grande protagonista, Arianna Fontana, che aggiunge un’altra pagina alla sua leggenda vincendo l’oro nella staffetta mista combinata con Elisa Confortola e Chiara Betti, l’argento nei 500 metri individuale e un secondo argento nella staffetta 3000 in squadra con Elisa Confortola, Chiara Betti e Arianna Sighel. Arianna Fontana è la campionessa che guida la classifica degli atleti italiani più medagliati nella storia dei Giochi, sia invernali che estivi.

Bronzo olimpico a squadre per Lara Naki Gutmann, pattinatrice artistica su ghiaccio e stesso riconoscimento per Charlène Guignard nel team event di pattinaggio di figura grazie a una straordinaria esibizione sulle note della canzone di Giorgia “La cura per me” insieme a Marco Fabbri, partner di danza sul ghiaccio e compagno di vita. Insieme formano una delle coppie più esperte e titolate sia nel segmento di danza ritmica che in quello libero, capaci di incantare e emozionare il pubblico amante di questo affascinante sport.

Al bronzo del team event ha contribuito anche un’altra pattinatrice artistica su ghiaccio, Sara Conti, alla sua prima partecipazione olimpica, che si è esibita a fianco di Niccolò Macii.

Le atlete italiane medagliate alle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 non hanno portato soltanto risultati sportivi, ma valori forti, riconoscibili e contemporanei, che hanno contribuito a definire la stessa identità di questi giochi appena conclusi, quali resilienza, capacità di rinascita, leadership femminile, spirito di squadra, capacità e innovazione. A loro va il nostro ringraziamento, giovani donne che sono di ispirazione per tutti noi.

Con la cerimonia di chiusura si è spenta la fiamma olimpica. Rimane però l’immagine di un Paese che ha dimostrato di essere capace di organizzare un grande evento internazionale con competenza e visione e soprattutto il ricordo delle imprese delle atlete italiane che hanno scritto, sulla neve e sul ghiaccio, una delle pagine più luminose dello sport azzurro.

Dal 6 al 15 marzo 2026 ci attendono le Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026 e potremo ricominciare a tifare i quaranta convocati italiani, di cui cinque atlete. Forza Azzurri!

*Senior Communication, Media & TV Specialist

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