di Ornella del Guasto
La senatrice repubblicana dell’Alaska Lisa Murkovski la scorsa settimana partecipava a un ricevimento quando il collega della California e numero 2 del suo Partito, Kevin McCarthy, le ha consegnato un piccolo dono di prammatica: una giacca a vento nera con sul retro la scritta “tavola del presidente”. Il problema è stato che la giacca a vento era da a un uomo e la minuta senatrice ci è cascata dentro. E’ un episodio irrisorio ma emblematico della nuova realtà a Capitol Hill, scrive International New York Times. “E’ una stupidaggine di cui non merita parlare – ha detto la Murkovski – ma dimostra come il partito non pensi alle donne”. Eppure, per la prima volta nella storia, le elezioni di novembre con l’affermazione dei repubblicani ha portato 84 donne nella House of Rappresentative e 20 al Senato.
Lo scorso anno, quando i democratici controllavano ancora il Senato, le donne presiedevano ben 9 comitati tra cui gli strategici Appropriatons Committee (che decide i finanziamenti) e l’Intelligence. Oggi invece a capo di comitati ci sono solo 2 donne , la Murkovski e la senatrice del Maine Susan Collins. La ragione è legata al fatto che il partito Repubblicano è ancora legato alla cultura del “potere sinonimo di anzianità” per cui difficilmente la presidenza dei comitati va ai giovani membri. Al contrario il partito Democratico è gremito di donne e, quando ha perso con le elezioni il controllo del Congresso, le donne hanno perso i posti di vertice. Tuttavia anche le repubblicane hanno cominciato a ribellarsi e a pretendere argomenti di impegno: di recente sono riuscite a respingere la proposta di legge repubblicana che rifiutava l’aborto dopo la 20sima settimana e la Murkovski vigila sulla legge per la costruzione di una pipeline che dovrebbe portare il petrolio dal Canada al Golfo del Messico (argomento a cui i repubblicani tengono molto). Sono passati 22 anni dal cosiddetto “anno della donna” quando al Senato i seggi femminili passarono da 2 a 4 ma il cammino è ancora lungo. “Il partito non ci aiuta – conferma la Mussorvski- al Senato siamo solo una specie di make up senza riuscire ad incidere”.