di Laura Micca
Nel 2013 è continuata l’azione della Commissione europea volta a migliorare la parità tra donne e uomini. Grazie a misure per colmare il divario di genere occupazionale, retributivo e pensionistico, combattere la violenza e promuovere la parità nel processo decisionale, alcuni passi avanti sono stati registrati. Il divario retributivo di genere va concretamente riducendosi e aumenta il numero di donne ai vertici aziendali. Molto resta ancora da fare: al ritmo attuale ci vorranno circa 30 anni per raggiungere l’ obiettivo europeo del 75% di donne occupate, 70 anni affinché la parità retributiva diventi realtà e 20 anni per una pari rappresentanza nei parlamenti nazionali.
Le disparità di genere continuano a sussistere, nel mercato del lavoro le donne sono ancora presenti soprattutto nei settori meno remunerati mentre sono sottorappresentate nei posti di responsabilità ed infine la violenza di genere, ancora, rimane un problema.
La relazione annuale della Commissione sulle pari opportunità, strutturata attorno alle cinque priorità della Strategia della Commissione europea per la parità tra donne e uomini 2010- 2015, mette in evidenza come, negli ultimi anni, il divario di genere si è notevolmente ridotto, con progressi però variabili tra gli Stati membri e con differenze ancora presenti in diversi ambiti – a danno dell’ economia europea.