Da oggi non sono più parole a vanvera, ipotesi ottimistiche di donne ambiziose. Da oggi lo dicono anche i numeri: le imprese guidate da donne sono più dinamiche e propense al rischio. A rivelarlo è l’ultimo aggiornamento dell’indagine The future of business condotta da Ocse e World Bank in partnership con Facebook: le imprese a guida femminile sono quelle che investono maggiormente all’estero e saul web.
Ma veniamo ai numeri puri, quelli che spesso convincono più delle teorie, soprattutto gli scettici. Sono circa 60 milioni le aziende con meno di 250 dipendenti che nel mondo hanno aperto una pagina Facebook. Da un anno, un campione rappresentativo di queste imprese in 22 Paesi (oggi diventati 33) viene monitorato costantemente e 7400 sono italiane. Lo scorso dicembre, circa 140 mila amministratori di pagine Business su Facebook hanno partecipato all’indagine mensile che ha riservato non poche sorprese. Le aziende che producono almeno il 25% delle entrate grazie all’export, infatti, sono più spesso guidate da donne che da uomini (41% vs 31%). Il 76% delle imprenditrici usa la Rete per promuovere il business contro il 74% degli imprenditori, oppure per mostrare prodotti/servizi (78% vs 74% delle aziende al maschile). Percentuali più alte anche quando si tratta di fornire informazioni online (69% delle aziende al femminile contro il 62% di quelle al maschile).
Da qui, un assunto smentito, questa volta dai numeri: le donne non sono interessate alla tecnologia… Al contrario, manager e imprenditrici usano il digitale per spingere e promuovere i propri affari. E di solito vincono. Noi l’abbiamo sempre detto: la propensione all’ascolto e all’innovazione, l’attitudine alla contaminazione… Il futuro parla sempre più femminile. E se le imprenditrici ci pensano da sole a costruirlo il loro futuro di possibilità, imprenditori e manager sono avvertiti: più donne ai vertici, anche e soprattutto in ambiti tecnici e tecnologici possono dare una marcia in più. Non all’immagine, ma al business!