Marisa Bellisario, a cui sono intitolati la Fondazione e il Premio annuale, è una delle figure professionali più prestigiose e rappresentative nella storia dell'imprenditoria italiana e internazionale.

La sua scomparsa improvvisa, avvenuta a soli 53 anni, viene ancora oggi ricordata con rammarico: Marisa Bellisario è stata la donna manager più famosa d’Italia.

Il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, ha affermato che “ … il suo impegno è per la storia femminile un simbolo dell’affermazione della parità tra uomo e donna”. 

L'opera da lei compiuta è ancora nella nostra memoria, Marisa Bellisario aveva capito già ai suoi tempi, come una grande azienda moderna non si evolve né si guida senza una profonda innovazione nella gestione delle risorse umane. Non più gerarchie burocratiche, ma gerarchie di merito; non più dipendenti ma collaboratori, tutti, dai livelli più bassi fino ai vertici dell' azienda. Oggi questo modello fa scuola; ma a pensarlo e ad attuarlo è stata per prima una donna: Marisa Bellisario.
Chi l’ha conosciuta, ricorda che Marisa amava spesso raccontare dello stupore e dell’incredulità che suscitava negli interlocutori nel presentarsi come leader di una società. Il fatto che una donna ricoprisse un ruolo che, per legittima consuetudine fosse di pertinenza esclusiva maschile, per cui non veniva percepito come un momento di maturità, espressione di una evoluzione verso le pari competitività.
Marisa racconta che,agli inizi della carrirera, "qualche volta, rispondendo al telefono, mi è capitato di sentirmi dire c'è il signor Bellisario? Pensando subito alla segretaria donna, piuttosto che ad una manager woman”. Ma nel corso degli anni, con lucida e saggia determinazione è riuscita ad imporsi al tavolo degli affari più e meglio dei colleghi, divenendo un vero e proprio simbolo del mondo industriale di quel periodo.

In alcune interviste, la “signora con i baffi” (così ironicamente definita), sosteneva che, per ottenere successo nella vita, è necessario avere fiducia in se stessi, pensare positivo ed avere tanta voglia di lavorare. L’uguaglianza di genere, intesa come opportunità e come rimozione degli ostacoli in vista della scalata ai vertici, rimane un costante richiamo che Marisa proietta dentro e fuori la sua vita professionale.

Rispetto ad un nuovo e sempre più qualificato mercato del lavoro, “la politica della parità nelle opportunità -diceva- sarà espressione di una più equilibrata selezione nel mercato del lavoro”. Marisa Bellisario si è sempre dichiarata convinta che l’innovazione tecnologica in espansione, avrebbe richiesto ed assorbito nel tempo specializzazioni adeguate. Difatti, nella Commissione per la parità scelse per sè la presidenza della sezione per le nuove tecnologie e ci ha lasciato un documento di cui, ormai a tanti anni dalla sua morte, possiamo ancora riconoscere attuale. Nel documento invita le donne a studiare le nuove tecnologie, a ricercare, a comparare, a innovare “perché - dice - nella capacità tecnologica è il futuro delle nazioni; donne, studiate anche voi, applicatevi perché la tecnologia è il migliore alleato che la donna abbia mai avuto da che mondo è mondo”. 

Di Marisa Bellisario donna, non vanno mai dimenticate la sua sensibilità, le sue convinzioni, il suo altruismo. Agli altri non ha mai fatto mancare un consiglio, un aiuto, specie alle giovani di cui vedeva le difficoltà che la vita e l'egoismo degli uomini ponevano loro di fronte.

Esortava le giovani donne ad abbandonare i tradizionali studi umanistici e privilegiare gli studi scientifici. In particolare gli studi di ingegneria.

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