di Federica Favi*

Il moderno Sultanato dell’Oman nasce con la presa del potere nel 1970 da parte del Sultano Qaboos, rimasto in carica fino alla sua morte nel gennaio scorso. Sino ad allora, il Paese non aveva scuole, disponeva di soli cinque chilometri di strade e non aveva relazioni internazionali.

Se avete visitato l’Oman – e se non lo avete fatto vi consiglio di affrettarvi – vi sarete rese conto delle sue bellezze naturali, delle infrastrutture di eccellenza assoluta, della tolleranza dei suoi abitanti, dello straordinario profumo di luban (incenso pregiato) e di oud che accompagnano la vita quotidiana, nonché della sicurezza di cui si gode in questi luoghi.

Oggi il Sultanato vive un’altra vita rispetto a quella di un solo anno fa, quando regnava ancora l’anziano, malato e amatissimo Qaboos. Il Paese ha un nuovo Sultano, Sua Maestà Haitham con un fardello immenso da portare: oltre a una eredità ingombrante come quella del suo predecessore, si trova a dover gestire, tutto insieme, una pandemia, la crisi del prezzo del petrolio e uno Stato abbandonato negli anni della malattia di Qaboos.

Egli ha avviato una serie di riforme per modernizzare l’apparato dello Stato e assicurare occupazione a un Paese che soffre gli effetti di una crisi finanziaria enorme (l’Oman è stato downgraded da tutte le agenzie di rating nel 2020 e collocato a di sotto del livello dell’investment grade). A parte cercare di stabilizzare il debito pubblico con un piano fiscale di medio periodo, la priorità assoluta si chiama oggi diversificazione economica.

In campo fiscale, il Sovrano, che resta un monarca assoluto, sta introducendo per la prima volta nella storia l’IVA al 5% e una imposta sul reddito per i più abbienti. Ha introdotto tagli del 10-20% alla spesa pubblica, estesi alla difesa e alle costruzioni, con il blocco di molte gare e l’eliminazione di sussidi ad acqua ed elettricità.

La diversificazione economica, in un Paese che non è ricco di petrolio, è un must. Essa figura tra le priorità della Vision 2040 e si focalizza su settori economici chiave in cui il governo intende investire, tutti complementari all’economia italiana: pesca ed agroalimentare; turismo; ITC-cyber-spazio; ambiente e rinnovabili; minerario; logistica e trasporti.

Vi aspetto per una vacanza indimenticabile, tra mare, montagna, deserto e wadi da sogno, oppure per assistervi nel vostro business!

L’Ambasciata, durante il COVID19, ha persino intensificato la propria attività, favorendo l’avvio di nuove forme di cooperazione, nei settori della pesca (con Federpesca e Assoittica), del design del prodotto (con Acimga), dello spazio (con ASI), del cyber, oltre a tenere periodiche riunioni di sistema con le imprese italiane.

Lancio, infine, l’idea, tutta da approfondire, di una cooperazione futura tra la Fondazione Bellisario e la Women Association di Mascate

Buon Oman a tutte!

 

*Ambasciatore d’Italia in Oman