di Laura Micca
La Commissione europea è impegnata a migliorare i diritti dei 75 milioni di persone che ogni anno sono vittime di violenza. Si parla in particolare di quelle persone che hanno subito violenze domestiche o stalking.Nel 2011 era stata adottata la direttiva europea, entrata in vigore nel 2012, che istituiva norme minime in materia di diritti, sostegno e protezione per le vittime ovunque si trovassero all’interno dell’Unione europea. Tale direttiva era stata integrata dal regolamento relativo al riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile, che ha ricevuto l’appoggio del Parlamento europeo e dei ministri della Giustizia in sede di Consiglio.
Ad oggi, entro il 16 novembre 2015, tale direttiva diventerà vincolante per gli Stati membri. In linea con il trattato di Lisbona, la Danimarca non vi parteciperà. Ciò significa che, a partire da Gennaio 2015, gli ordini di restrizione, protezione e allontanamento emessi in uno Stato membro, saranno riconosciuti in tutta l’Unione europea in modo rapido mediante una semplice certificazione.
In passato le vittime dovevano attraversare procedure complesse per estendere gli effetti della loro misura di protezione nazionale agli altri stati membri dell’Unione europea avviando una procedura di certificazione diversa per ciascun Paese.
Věra Jourová, Commissaria europea per la giustizia, i consumatori e la parità di genere specifica: “Le vittime di violenza ora potranno far valere i propri diritti anche al di fuori del loro paese, ovunque in Europa”. I cittadini che hanno subito abusi domestici potranno ora viaggiare in sicurezza al di fuori del proprio Paese di origine semplicemente trasferendo l’ordine di protezione che li tutela dal loro aggressore. Aggiunge la Commissaria europea: “La nuova procedura garantirà alle vittime di violenza, siano esse donne o uomini, la protezione che meritano. Potranno scegliere di vivere in un altro Stato membro dell’Unione europea o di andare in vacanza senza temere per la propria sicurezza”.
Il meccanismo quindi si articola di due strumenti ben distinti: il regolamento relativo al riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile e la direttiva sull’ordine di protezione europeo. Insieme, i due strumenti garantiranno il riconoscimento in qualsiasi Stato membro dell’Unione europea degli ordini di protezione emessi per tutelare le vittime di violenza, rispecchiando le differenze che caratterizzano le misure di protezione nazionali (di natura civile, penale od amministrativa) di ciascun Stato membro.
Misure quali l’ordine di protezione europeo e la garanzia di diritti minimi per le vittime attestano l’impegno della Commissione europea a rafforzare i diritti delle vittime di reato, quale che sia il loro Paese di origine e indipendentemente dallo Stato membro in cui è stato commesso il reato.