“Grazie alla legge sulle quote di genere che ho il merito di aver portato all’approvazione, l’Italia è oggi tra i primi Paesi europei in tema di presenza femminile in economia. È una piccola rivoluzione ma ci insegna che nessun cambiamento, anche radicale, è impossibile. Certo la strada è ancora lunga. Penso per esempio ai ruoli esecutivi. Oggi le Consigliere di amministrazione sono il 30% ma le Presidenti sono appena il 6,4% e egli Amministratori Delegati solo 24 su 355, il 6,76%. Troppo poche! Ma quando mi chiedono se ci sarà bisogno di un’altra legge io rispondo: no. E questo perché la legge sulle quote ha avuto non solo il merito di portare più donne ai vertici ma di innescare un dibattito che sembrava ormai morto. In Italia si è ripreso a parlare di donne e del loro contributo alla società e all’economia. Le leggi sono fondamentali ma solo se e quando innescano anche un cambiamento culturale. La legge 120 c’è riuscita. Ora spetta a noi donne italiane fare la nostra parte. Stiamo già dimostrando di essere brave e competenti e che il nostro contributo fa crescere le aziende. Ora dobbiamo andare oltre e “usare” le nostre posizioni di vertice sia per far crescere una nuova generazione di donne pronte a prendere il potere, sia per rendere la nostra società migliore.

A questo proposito, consentitemi di lanciare un appello. Sul fronte Europeo, la coraggiosa battaglia per le quote di genere intrapresa da Viviane Reding si è poi arenata in Commissione per il disaccordo di alcuni Stati. Da qui vorrei quindi rivolgere un invito alle parlamentari di tutti gli Stati europei: vi chiedo di impegnarvi per rimettere in campo la battaglia sulle quote, fondamentale per lo sviluppo dell’economia e delle società europee”.

Lella Golfo
Presidente Fondazione Marisa Bellisario

 

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