di Laura Micca

In ambito di promozione della parità tra donne e uomini, l’Unione europea ha contribuito a cambiare in meglio la vita di molti cittadini/e europei e ha gettato le basi per la costruzione di una società con un’effettiva parità di genere.
Nel 2010 la Commissione europea, con l’allora Commissaria europea Viviane Reding, ha adottato un piano quinquennale per raggiungere l’uguaglianza di genere negli Stati membri e incrementare la presenza femminile nelle posizioni di “decision-maker” al fine di realizzare gli obiettivi socioeconomici generali dell’Unione europea e tradurre così i principi definiti nella “Carta delle donne” della Commissione europea.
“Per quanto riguarda la parità di genere, l’Europa ha dato un esempio al mondo intero inserendo il principio della parità salariale per uno stesso lavoro nel trattato di Roma del 1957. Oggi possiamo fare la stessa cosa per quanto riguarda la partecipazione delle donne al processo decisionale e la lotta contro la violenza di genere” ha affermato Viviane Reding, l’allora Commissaria per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza.
Cinque i settori prioritari di azione della Strategia 2010-2015 per stimolare il cambiamento e il progresso:
– Pari indipendenza economica (condizione essenziale al fine di permettere sia alle donne sia agli uomini il controllo della propria vita)
– Pari retribuzione per lo stesso lavoro per donne e uomini (migliore trasparenza delle retribuzioni)
– Parità nel processo decisionale (esiste una correlazione positiva tra le donne in posizioni dirigenziali ed i risultati economici)
– Dignità, integrità e fine della violenza nei confronti della donna (adottare una strategia a livello dell’Unione europea contro le violenze nei confronti delle donne)
– Parità tra uomini e donne nelle azioni esterne (attività con i Paesi terzi per incoraggiarli a promuovere la parità tramite dialogo politico regolare, scambio di esperienze e assistenza in ambito di politica di vicinato e partenariato)
Queste misure hanno permesso inoltre di attirare più donne nel mercato del lavoro e di raggiungere meglio l’obiettivo finale di un tasso di occupazione complessivo del 75% per uomini e donne fissato nella Strategia Europa 2020, proporre iniziative mirate affinchè più donne occupino posti di responsabilità nel settore economico, promuovere l’imprenditorialità femminile e il lavoro autonomo e collaborare con tutti gli Stati membri per combattere la violenza contro le donne.