A meno di sorprese dell’ultima ora, il futuro segretario generale della Cisl sarà con ogni probabilità una donna, la prima ad arrivare così in alto. Annamaria Furlan, cinquantasei anni, genovese, succederà a Raffaele Bonanni.
A nominarla sarà all’inizio di ottobre il Consiglio generale Cisl, lo stesso che aveva incoronato per la terza volta il leader uscente Bonanni. Una successione annunciata, visto che soltanto tre mesi fa lo stesso Bonanni l’aveva designata come segretario generale aggiunto e ufficiale numero due dell’organizzazione, con l’idea di favorire un ricambio e un rinnovamento. L’annuncio del ritiro sei mesi prima della scadenza dovrebbe essere dato oggi durante la riunione dell’esecutivo. «Non è – dichiara – una decisione presa all’improvviso. Avevo già indicato Furlan come mio successore. Quando si fa così vuol dire che il tempo per il Segretario generale è scaduto».
Quella che con molte probabilità diventerà la prima donna alla guida della Cisl ha iniziato la sua attività sindacale nel 1980 come delegata del Silulap, la categoria Cisl dei lavoratori postali di cui poi è divenuta segretaria provinciale e regionale. Successivamente Furlan ha guidato la Cisl di Genova e la Cisl regionale della Liguria. È Savino Pezzotta a chiamarla a Roma nel 2002 come Segretario confederale della Cisl dove si occupa del settore terziario e servizi, che comprende commercio, turismo, banche, assicurazioni, telecomunicazioni, spettacolo, editoria, trasporti, poste, authority, politiche agroalimentari ed energetiche. Non cerca (e non ottiene) un profilo pubblico importante all’esterno della Cisl e la sua poltrona di Segretario confederale resiste alle vicissitudini dell’organizzazione per 12 anni. Sono a inizio 2014, un po’ a sorpresa, Bonanni decide di affidarle un compito significativo: coordinare il negoziato con gli altri sindacati e con Confindustria sul testo unico della rappresentanza. Prova superata. E arriva l’elevazione alla dignità di numero due e di successore in pectore alla carica di Segretario generale. «Quella di Annamaria Furlan – aveva sottolineato Bonanni al momento della sua elezione – è una scelta per dare più forza e continuità alla gestione dell’organizzazione nel modo più equilibrato possibile e in piena unità interna».
Ma non sarà facile il compito che attende Annamaria Furlan. Tutti in casa Cisl la ritraggono come una persona seria e tranquilla, di buona volontà ed equilibrio. Ma è anche vero che si è sempre occupata di problemi settoriali e non ha mai seguito in prima persona (o tantomeno sotto le ali di Bonanni, un dirigente che ha sempre amato decidere in solitaria) le questioni generali della politica economica e sociale. Chi la conosce ne parla bene, se ne sottolinea lo spirito unitario nei confronti di Cgil e Uil, ma tutti sottolineano la sua mancanza di esperienza. Furlan dovrà imparare, molto presto, a camminare da sola. Dovrà dimostrare di essere ancora più riformista del predecessore e raccogliere le sfide lanciate dal Governo Renzi.
MA