Di Ornella Del Guasto

Il Fronte nazionale ballottaggio non ha conquistato alcuna macroregione. La strategia dell’alleanza tra socialisti e repubblicani per fermare l’estrema destra ha pagato e gli elettori di fronte al rischio hanno reagito recandosi in massa al voto per sostenerla. Tuttavia il problema per la Francia è solo rimandato perché il FN è sempre il primo partito. Al primo turno elettorale aveva raggiunto risultati mai visti, conquistando con il 40% dei consensi persino nel bacino minerario del Nord-Pas de Calais- Picardie, tradizionali roccaforti socialiste dove è più forte la presa della crisi. Lo shock lo si deve a Marine Le Pen ormai al centro nevralgico della politica, catalizzatrice di voti e di dibattiti che è riuscita a cambiare la pelle del partito mettendo l’accento su lavoro, immigrazione e sicurezza.
Il FN si è fermato al ballottaggio dopo che Hollande e Sarkozy hanno deciso di fare fronte comune ma intanto il fenomeno lepenista sta mobilitando i politologi, appassionando i giornalisti , suscitando reazioni tra la gente, scrive l’influente sito web di notizie Mediapart, senza però che nei fatti le formazioni tradizionali siano riuscite a trovare un’adeguata risposta politica. Dal 2010 Marine Le Pen ha resuscitato il FN rinnovandolo e ristrutturandolo ed oggi una larga fascia dei cittadini, soprattutto tra i giovani, lo percepisce come il partito del rinnovamento. E infatti, secondo gli analisti, il voto a Marine è ritenuto soprattutto uno strumento con cui i francesi, che non ne possono più dei bizantinismi dei politici, intendono far saltare il banco. Con astuzia Marine cacciati gli elementi più radicali, messo l’enfasi soprattutto su economia e occupazione, liquidati gli eccessi razzisti del padre Jean-Marie Le Pen, ha trasformato il Fronte Nazionale nel partito delle frontiere : le frontiere nazionali contro lo spazio Schengen, le frontiere economiche per difendere il protezionismo, le frontiere interne tra francesi e immigrati, le frontiere culturali con il principio della laicità contro il velo islamico ma a difesa delle radici cristiane. Al suo fianco la stella emergente del FN è la nipote Marion, la più giovane deputata della Assemblée Nationale. La Destra e i Socialisti facendo fronte comune, le hanno impedito a 26 anni di diventare la più giovane presidente di Regione ma intanto più del 40% della ricca regione Provenza- Alpi-Costa Azzurra al primo turno ha votato per lei. Dal 2012 è diventata un punto di riferimento del partito ma a differenza di Marine, scrive il magazine “Nrc Handelsblad”, di cui si sa tutto , Marion conserva un lato misterioso. È figlia della sorella maggiore di Marine e dell’ex presidente della lega giovanile del FN Samuel Marechal, ma il suo vero padre sarebbe Roger Auque, un ex diplomatico giornalista, ex agente del Mossad defunto qualche anno fa e per gli elettori conservatori è molto più vicina alla tradizione del partito di quanto lo sia Marine. A Sud, dove si concentra il benessere del paese, il FN rappresenta la destra classica: difesa dell’identità francese, affermazione dei sentimenti cattolici e controrivoluzionari e più liberismo in economia. Ecco Marion incarna tutto questo. A differenza della zia è cattolica praticante e nel 2013 quando la Francia conservatrice manifestò contro i matrimoni gay, Marine rifiutò di unirsi alle manifestazioni mentre Marion era in prima fila. Aveva anche anticipato che se fosse stata eletta presidente della Regione non avrebbe più dato sussidi all’organizzazione “Planning Familial” che si occupa del controllo delle nascite perché vuole far diminuire il numero degli aborti. Il risultato del voto adesso ha rimesso tutto in gioco e Hollande e Sarkozy dovranno rapidamente costruire una coerente alternativa, insiste Mediapart: la Destra dovrà evitare di spostarsi sempre più a destra, i Socialisti dovranno smettere di poter fare la destra e la Sinistra non dovrà accontentarsi di essere il partito della protesta.