di Ornella Del Guasto
Quando un anno fa Janet Yellen fu messa da Obama al vertice della Federal Reserve, nessuno mise in discussione la sua bravura e la sua preparazione, scrive Bloomberg Business Week. Ma subito si diffusero tra investitori e poteri finanziari le solite riserve: “È una donna, quindi troppo colomba! Troppo debole per guidare con mano la salda la Fed in un momento di così grave crisi mondiale”. Per loro quindi troppo soft per una venerata istituzione che dal 1979 ha conquistato un’enorme credibilità come guardiano della stabilità dei prezzi. La Yellen invece già nel discorso di investitura ha dimostrato la sua irritualità rispetto ai predecessori rivolgendosi non solo agli uomini ma anche “alle donne che cercano lavoro” quindi con mano vigorosa ha affrontato il suo obiettivo principale: la diminuzione della disoccupazione e per rimediare alla debolezza dell’economia non ha esitato a favorire il denaro facile. Oggi i risultati economici le stanno dando clamorosamente ragione e la Yellen ha dimostrato ai suoi critici di essere molto più falco dei colleghi presidenti delle filiali della Fed di San Francisco, Boston, Chicago, Minneapolis, Atlanta.
In base alle ultime rilevazioni il numero dei disoccupati americani sta sensibilmente calando e adesso semmai deve assumersi il rischio opposto e cioè rialzare i tassi di interesse per bloccare le spinte inflazionistiche. D’altra parte il curriculum di Janet Yellen è di tutto rispetto: la sua carriera cominciò a Cambridge (Mass.) quindi a Berkeley dove ha insegnato per decadi facendosi notare fino a che Clinton l’ha nominata al vertice del Consiglio dei consiglieri economici del Presidente per diventare alla Fed stretta collaboratrice di Ben Bernanke di cui ha preso il posto. Anche suo marito, George Akerlof, è un noto economista, storico avversario della politica economica di George W.Bush .