La Presidente della Fondazione Marisa Bellisario Lella Golfo, il Presidente della Commissione esaminatrice del Premio Marisa Bellisario Stefano Lucchini e le Mele d’Oro della 32ª edizione del Premio Marisa Bellisario hanno incontrato oggi al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un incontro che precede la cerimonia di premiazione in programma oggi presso gli studi Rai Fabrizio Frizzi di Roma e in onda su Rai1 il 17 ottobre.

“Questo è un appuntamento ormai tradizionale del Quirinale cui tengo molto – ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrando le vincitrici 2020 – non solo come importante occasione esortativa per gli obiettivi e le finalità della Fondazione Bellisario ma perché l’attività della Fondazione registra risultati e nel tempo ha realmente contribuito ad aumentare la consapevolezza del nostro Paese non soltanto del dovere ma anche della convenienza a non disperdere e sottoutilizzare quell’immenso patrimonio e giacimento di energie femminili di cui disponiamo in Italia. Nel complesso delle persone impegnate nelle attività che hanno consentito al Paese di far fronte all’emergenza sanitaria e far andare avanti il Paese senza paralizzarlo, la presenza femminile è stata predominante. Il nostro Paese è riuscito a superare l’uragano per primo in Europa, in condizioni di impreparazione globale, nell’assenza di elementi di conoscenza o esperienza pregressi dovendo all’improvviso definire e inventare interventi, terapie, metodologie per un fenomeno tuttora in larga misura sconosciuto. La presenza femminile è stata in tutto questo decisiva per il nostro Paese. E sarebbe singolare se a questo non facesse seguito una cura particolare dell’occupazione femminile e che questa soffrisse le conseguenze maggiori e più negative della crisi sociale che si è aggiunta a quella sanitaria. È paradossale che un Paese del G7 abbia una condizione dell’occupazione femminile inspiegabilmente e impresentabilmente così bassa rispetto agli altri Paesi avanzati. Ed è un problema che incide sulla mentalità del nostro modo di vivere, sul mondo del lavoro e sulla demografia.

Voglio sottolineare – conclude il Presidente – l’articolazione sociale che la vostra presenza manifesta. I perché i settori interessati sono tanti e questo è confortante perché significa che, pur superando resistenza e difficoltà ingiustificate c’è in tutti i settori una crescita della presenza femminile che si va affermando anche per la forza dei fatti e dei risultati”.

“Questa 32ª edizione – dichiara la Presidente Lella Golfo – vogliamo dedicarla alla straordinaria forza di tutte le donne. Quelle donne che in questi mesi abbiamo imparato a chiamare ‘eroine’; le madri, le lavoratrici, le imprenditrici, i medici, le ricercatrici, infermiere, farmaciste, le commesse che nei momenti più bui hanno tenuto le spalle dritte e il sorriso aperto, continuando a lavorare con coraggio e altruismo. Quelle donne che hanno conquistato una “prima linea” molto diversa da quella che abbiamo sempre auspicato e reclamato, mettendo a repentaglio la vita, spesso da posizioni marginali, precarie e poco pagate. E tutte le donne che sicuramente pagheranno il prezzo più alto di questa terribile pandemia. Purtroppo ci aspettano ancora mesi di sacrifici, dubbi e paure ma abbiamo dimostrato di essere un popolo forte, responsabile e coeso. E con una guida lungimirante ed equilibrata come Lei, ne usciremo più ancora più saldi e uniti come comunità di cittadini e cittadine desiderosi di guardare al domani con ottimismo e fiducia”.

Definito l’Oscar delle Donne, il Premio Marisa Bellisario è ormai unanimemente riconosciuto come il più autorevole e influente riconoscimento italiano all’eccellenza femminile. Manager, imprenditrici, donne delle istituzioni, professioniste, ricercatrici, scienziate e studiose, giornaliste, attrici e registe, stiliste e persino un’astronauta: il lungo elenco delle Mele d’Oro rappresenta il più grande e importante serbatoio di energie e talenti femminili.

 

Perché non si tratta solo di una pur importante occasione esortativa per gli obiettivi e le finalità della f ma perché si registra che di anno in anno l’attività della Fondazione registra risultati e nel tempo ha realmente contribuito ad aumentare la consapevolezza del nostro Paese non soltanto del dovere ma anche della convenienza a non disperdere e sottoutilizzare quell’immenso patrimonio e giacimento di energie femminili di cui disponiamo in Italia. questa naturalmente è un’occasione particolare del Premio. Questo ci richiama a quello che stiamo attraversando e che continua fintanto ché l’attività delle ricercatrici e dei ricercatori non troverà un vaccino.

In prima fila nei mesi del lockdown e che hanno fatto seguito c’è stato un gran numero di donne in alcuni settori anche prevalente anzi nel complesso delle persone impegnate nelle attività che hanno consentito al Paese di far fronte all’emergenza sanitaria e far andare avanti il Paese senza paralizzarlo la presenza femminile è stata predominante. Naturalmente a questo contribuisce la presenza femminile nel mondo della sanità che tra l’altro non vede riflessa questa prevalenza a livello dirigenziale per una stranezza che non ha ragioni né giustificazioni e questo è un motivo ulteriore  per riflettere. Il nostro Paese è riuscito a superare l’uragano per primo in Europa, in condizioni di impreparazione globale, nell’assenza di elementi di conoscenza o esperienza pregressi dovendo all’improvviso definire e inventare interventi, terapie, metodologie per un fenomeno tuttora in larga misura sconosciuto. La presenza femminile è stata in tutto questo – dalle donne nel mondo della sanità alle donne nel mondo che ha continuato a operare dalla sicurezza ai supermercati – il mondo femminile è stato presente in modo decisivo per il nostro Paese. sarebbe singolare se a questo non facesse seguito una cura particolare dell’occupazione femminile e che questa soffrisse le conseguenze maggiori e più negative della crisi sociale che si è aggiunta a quella sanitaria. A mio avviso malgrado tutto stiamo uscendo e stiamo resistendo…

È paradossale che un Paese del G7 abbia una condizione dell’occupazione femminile inspiegabilmente e impresentabilmente così bassa rispetto agli altri Paesi avanzati. Ed è un problema che incide su la mentalità del nostro modo di vivere, incide sul mondo del lavoro, sulla demografia perché una maggiore occupazione femminile consentirebbe di far fronte con più efficacia al calo demografico. Voglio sottolineare l’articolazione sociale che la vostra presenza manifesta perché i settori interessati sono tanti e questo è confortante perché significa che, pur superando resistenza e difficoltà ingiustificate c’è in tutti i settori una crescita della presenza femminile che si va affermando anche per la forza dei fatti e dei risultati. Voglio infine fare i complimenti alle neolaureate in discipline d’avanguardia. Quando tanto tempo fa ero ancora impegnato nel far lezione all’università, le studentesse erano percentualmente e qualitativamente migliori. Non so da cosa dipenda, sarà maggiore motivazione, concentrazione ma è un dato che dimostra quanto nel tempo si è trascurato di risorse importanti per la vita del nostro Paese.