di Laura Micca
La Commissione europea ed il Servizio europeo per l’ azione esterna (EEAS) hanno adottato un nuovo piano di sviluppo in materia di parità di genere che sarà applicato a decorrere dal 2016.
L’ obiettivo è quello di supportare i Paesi partner, specialmente quelli in via di sviluppo o di vicinato, a raggiungere risultati tangibili in ambito di uguaglianza di genere, argomento ormai centrale tra i valori europei, insieme ai nuovi obiettivi di sviluppo sostenibili che dovranno essere adottati formalmente.
Il forte posizionamento dell’ Unione europea nell’ agenda di sviluppo post-2015 ha chiaramente contribuito ad una crescita di interessamento alla tematica di uguaglianza di genere.
Il nuovo piano sarà basato sui risultati raggiunti e sulle lezioni apprese durante il periodo 2010- 2015.
Esso verrà finanziato attraverso una serie di strumenti di azione esterna europea (come per esempio lo sviluppo o strumenti di cooperazione) ed altre modalità di aiuto (sostegno al bilancio o assistenza alle organizzazioni della società civile).
Esso si articolerà in quattro pilastri:
– Lotta alla violenza, di qualsiasi tipo, contro le ragazze e le donne
– Emancipazione femminile all’ interno della sfera economica e sociale (maggiore possibilità di accesso ad un’ istruzione di qualità o ad una formazione – mondo imprenditoriale, di accesso ai servizi finanziari)
– Rafforzamento della partecipazione delle donne attraverso azioni concrete nel mondo della politica e dei processi decisionali a tutti i livelli, valorizzandone il loro ruolo e sostenendo, mediante la loro presenza, cambiamenti nelle norme sociali e culturali.
– Cambiamento culturale-istituzionale (analizzando, attraverso tutti gli attori europei, le priorità di sviluppo nei Paesi terzi, in modo tale da poterle implementare).
La responsabilità sarà essenziale per la buona riuscita di questo nuovo approccio.
Federica Mogherini, l’ Alto rappresentante/Vicepresidente europeo, ha dichiarato:
”Attraverso questo nuovo contesto, l’ Unione europea farà un passo in avanti per quanto riguarda la parità di genere in tutte le sue azioni esterne. I diritti delle donne sono diritti umani ed allo stesso tempo, viceversa, i diritti umani sono diritti delle donne. L’ intento è quello di fornire ai Paesi partner il sostegno necessario al fine di combattere la violenza contro le donne e le ragazze, ma anche fortificare a livello sociale ed economico la partecipazione attiva delle donne alla vita politica, sociale e culturale del loro Paese”.
Continua Neven Mimica, commissario europeo per la cooperazione internazionale e lo sviluppo:
“ Sono convinto che il nostro nuovo approccio non porterà solo parole, ma azioni e risultati concreti. Questi obiettivi saranno tradotti in reali miglioramenti delle condizioni di vita delle donne e delle ragazze nei Paesi terzi, luoghi dove il progresso deve essere accelerato se si vuole trasformare il nostro mondo e sbloccare uno sviluppo davvero di tipo sostenibile”.