di Laura Micca
“Ad oggi, in ambito di parità di genere, molti progressi sono stati compiuti”. I nuovi modelli sociali si stanno allontanando da un modello interamente al maschile. Facendo alcuni esempi: le giovani donne continuano i propri studi e la propria formazione professionale per tempi più lunghi e stanno entrando nel mondo del lavoro in numerose, contribuendo così alla crescita e alla competitività economica dell’ intera Europa. Molti di questi cambiamenti sono il frutto di pressioni politiche e di regolamenti adottati dai vari Stati membri dell’ Unione europea.
Nel corso degli ultimi decenni la legislazione in ambito di parità di trattamento tra uomini e donne si è sviluppata in più settori contemporaneamente: si parla quindi, per esempio, di avanzamenti registrati nel mondo del lavoro, della ricerca, e della cooperazione allo sviluppo. Sono stati finanziati programmi di promozione dell’ uguaglianza di genere attraverso fondi strutturali e di investimento europei, cercando di creare una connessione tra Stati membri dell’ Unione europea, tra le rappresentazioni nazionali e tra le organizzazioni non governative (ONG).
L’ Italia è uno dei Paesi europei che ha fatto grandi progressi in ambito di percentuale di donne all’ interno del processo decisionale.
Dal 2010, le quote riservate alle donne all’ interno dei consigli di amministrazione è aumentato di più di 14 punti percentuali, grazie alla legge 120/2011 che impegna le società a riservare un terzo dei propri membri il Consiglio di amministrazione al sesso sotto-rappresentato. (1/5 per il primo rinnovo)
Questo è un significativo miglioramento della presenza delle donne nel mondo degli affari ed un ottimo esempio per gli altri Stati membri.
Ma arrivati a questo punto: “ possiamo essere soddisfatti? – Dovremmo essere soddisfatti?”
Prima di tutto la strada compiuta per arrivare a questo obiettivo è stata lunga ed accidentata ma ha migliorato la situazione di ben vent’ anni fa.

Oggi sarà necessario mantenere un pensiero positivo al fine di sradicare atteggiamenti pregiudizievoli e sistematici. Questo cambiamento di vedute richiederà tempo, sforzi e non potrà scomparire immediatamente.
A oggi le parole chiave sono: “perseveranza” ed “ottimismo”. Il soffitto di vetro sarà ancora li, ma sta incominciando ad incrinarsi.
La parità di genere dovrà essere tema importante all’ interno delle prossime strategie europee future.
Si dovranno intensificare, inoltre, le forze per affrontare il fenomeno della violenza contro le donne e delle mutilazioni genitali femminili (grosso problema, quest’ ultimo, da sconfiggere)
In Europa, una donna su tre soffre di violenza fisica e/o sessuale, almeno una volta nella propria vita.
La parità di genere dovrà essere promossa a livello globale e le nostre ambizioni non dovranno fermarsi alle frontiere dell’ Unione europea”.