“La giornata mondiale per le donne e le ragazze nella scienza serve non solo a ricordarci il contributo femminile alla scienza ma a denunciare le discriminazioni che continuano a sussistere nel mondo scientifico”, afferma Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario.

“Appena 20 premi Nobel in ambito scientifico su oltre 600 assegnati a uomini – continua Golfo – è la misura del pregiudizio che la scienza continua a nutrire nei confronti delle donne. È contro questi stereotipi che minano il cammino verso il progresso e l’innovazione che la Fondazione Marisa Bellisario si batte da oltre 30 anni. Sull’esempio di Marisa Bellisario, sono oltre cento neolaureate in materie scientifiche a cui abbiamo consegnato il Premio Bellisario e, tra le premiate, talenti di indiscusso valore come Samantha Cristoforetti, Ilaria Capua, Fabiola Gianotti, Marica Branchesi, Francesca Pasinelli, Elena Cattaneo, Margherita Hack,  Maria Grazia Roncarolo, Barbara Ensoli, Maria Grazia Modena, Barbara Mazzolai. Donne che sono riuscite a farsi spazio in un mondo dominato da uomini unicamente grazie alla tenacia e determinazione dei loro meriti e del loro talento.

Eppure – prosegue la Presidente – è di pochi giorni fa la notizia della scelta di appena 3 donne su 30 membri del Consiglio Superiore della Magistratura. Significa che dobbiamo fare di più per ribaltare stereotipi ancora duri a morire. Finchè non saremo capaci di garantire pari opportunità nella carriera scientifica, a poco serviranno anche le tante campagne per incoraggiare le ragazze a intraprendere carriere STEM. Oggi, meno del 30% dei ricercatori in tutto il mondo è di sesso femminile e solo il 30% delle studentesse sceglie le materie scientifiche nell’istruzione superiore. In ambiti vitali come quello delle scienze e della tecnica, non si tratta solo di ristabilire un principio di parità ma rimuovere tutti gli ostacoli al progresso dell’umanità”.