di Ornella de Guasto
Se siete un uomo invitato a parlare in un incontro con donne dovreste evitare provocazioni in tema salariale. Invece, scrivono sia International New York Times sia Financial Times, Satya Nadell , Chief executive di Microsoft, nel corso di una tavola rotonda con Maria Klawe, Presidente dell’Harvey Mudd College e membro del board di Microsoft, davanti a una vasta audience femminile ha suggerito che le donne non dovrebbero mai chiedere un aggiustamento salariale agli imprenditori perché, se faranno un buon lavoro, sarà l’impresa di sua iniziativa a riconoscerlo e a premiarle.
Il commento di Nadell, dopo anni di durissime battaglie femminili per i diritti sul lavoro, ha sconcertato la platea ed è parso una presa in giro proprio mentre gli industriali della high tech vengono accusati di essere molto poco amichevoli verso le donne e le minoranze, anche se Microsoft si vanta di essere tra le industrie che appoggiano le organizzazioni che nei college le incoraggiano a studiare tecnologia. Nadell, viste le reazioni, ha cercato di rimediare spiegando: ” parlo a nome della mia industria che è impegnata a chiudere il gap stipendiale tra i suoi dipendenti quindi è inutile che l’adeguamento sia richiesto dalle donne”. Aggiungendo di essere stato influenzato da una famosa battuta dell’ex dirigente esecutivo di Microsoft Mike Maples, secondo cui è stato dimostrato come le risorse umane inefficienti in un primo tempo diventino efficienti sul lungo periodo. Una scusa piuttosto arrangiata anche se Satya Nadell non è mai stato sordo alle istanze femminili, tanto che la Klawe ha replicato gentilmente “questa opinione è una delle poche con cui non sono d’accordo con lei” per poi ricordargli come la maggior parte della forza lavoro Microsoft sia composta da uomini e le donne, in base agli ultimi dati rilasciati, rappresentino solo il 29%. Tuttavia bisogna riconoscere che nel settore tecnologico il gap salariale di genere è il meno drammatico: secondo le rilevazione della Harvard University le donne guadagnano l’89% del salario guadagnato dagli uomini a parità di età mansioni e istruzione, rispetto al 66% della finanza e al 71% della sanità.