Di Ornella Del Guasto
Secondo le statistiche diffuse giovedì scorso da Insee (l’ufficio di statistica) il tasso di disoccupazione in Francia è rimasto stabile al 10,3% della popolazione attiva, in linea con la leggera ripresa che nel secondo trimestre è stata registrata nel settore privato: + 27,300 posti di lavoro, anche se il tasso resta più elevato rispetto al 10,1% dell’anno precedente. Inoltre l’evoluzione è molto diversa a seconda della categoria della popolazione: per i giovani uomini la disoccupazione è scesa dal 25,2% al 24,3% tra i secondi trimestri 2014-2015 mentre per le giovani donne, di età compresa tra i 15 e i 24 anni, è balzata dal 22,2% al 24,3%. Come mai questo squilibrio? “Non riusciamo a trovare un’adeguata spiegazione. Se il fenomeno proseguirà nei prossimi trimestri cercheremo di analizzare in profondità il fenomeno. Anche perché per entrambi i sessi il tasso di attività anno su anno è rimasto stabile”, hanno dichiarato i dirigenti di Insee a Le Figaro. Una possibile spiegazione, dicono alcuni analisti, potrebbe essere legata al funzionamento dei cicli economici in Francia. In effetti lo stesso squilibrio di genere si era verificato tra la fine del 2009 e la fine del 2010 e questo perché l’industria, che impiega soprattutto uomini si era già messa in moto rispetto al settore de servizi più femminilizzato. In seguito la ripresa del terziario ha in parte riequilibrato la situazione. Per quanto invece riguarda i lavoratori, uomini e donne di ogni età, sul lungo periodo il quadro si è rovesciato: il tasso di occupazione che nel 2007 era più alto per gli uomini (7,%) rispetto alle donne (10,8%), oggi per queste ultime è del 9,8% rispetto al 10,8% degli uomini perché la crisi ha colpito soprattutto l’industria che impiega gli uomini mentre l’impiego femminile, concentrato sui servizi, ha resistito meglio all’urto della crisi.