Per la prima volta il ministero degli Esteri ha un segretario generale donna: è l’ambasciatore Elisabetta Belloni, Premio Bellisario nel 2008, nominata ieri dal Consiglio dei ministri. Belloni prende il posto di Michele Valensisa e conquista così il primato di prima donna a ricoprire un incarico così strategico e delicato.
Ma i primati non sono una novità della carriera di questa donna volitiva dai capelli biondi. Fin da ragazza, infatti, ha cominciato a rompere gli steccati che tengono lontane le donne diventando la prima studentessa ad essere ammessa all’Istituto Massimiliano Massimo dei Gesuiti, scuola fino a quel momento esclusivamente maschile. Lo ha fatto anche successivamente, durante la sua carriera al ministero degli Esteri: dall’Unita’ di crisi (Udc) alla direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) fino all’incarico di capo di gabinetto del ministro Paolo Gentiloni. Tutte posizioni, che Elisabetta Belloni è stata la prima donna a ricoprire.

Laureatasi nel 1982 in Scienze Politiche alla Luiss di Roma, nell’85 in seguito ad esame di concorso, viene nominata Volontario nella carriera diplomatica. Nel 2000 e’ capo della segreteria della Direzione Generale dei Paesi dell’Europa e dal 2001 al 2002 guida l’ufficio per i Paesi dell’Europa centro orientale. Lo stesso anno, peraltro, viene promossa Consigliere d’Ambasciata. Fino al 2004 e’ a capo della segretaria del Sottosegretario di Stato e poi nominata a dirigere l’Unita’ di crisi (promossa nel 2007 Ministro Plenipotenziario).
Promossa ambasciatrice nel 2014, dal 2008 al 2012 guida la direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e nel 2013 viene nominata al vertice della direzione generale per le Risorse e l’Innovazione (Personale e bilancio). A un anno dalla promozione ad Ambasciatore viene scelta come Capo di Gabinetto del ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci).
E se la diplomazia è da sempre uno dei club per “soli uomini” più impermeabili alla presenza femminile, Elisabetta Belloni ha aperto un varco importantissimo, sperando che si allarghi sempre più.