Donne da primato nei paesi arabi, dove volti femminili al vertice sono ancora troppo pochi e quelli che ci sono fanno ancora troppo poca notizia. Dalla politica all’economia, dalla letteratura allo sport: ogni nomina è una conquista. Le ultime due arrivano dall’Egitto e dall’Arabia Saudita e sono scelte destinate a lasciare un segno, anche al di là dei confini nazionali.
Nel rimpasto di governo dei giorni scorsi, in Egitto sono stati nominati nove nuovi ministri e anche cinque nuovi governatori, tra cui Nadia Abdou. Definita donna di ferro dal parlamento egiziano, Nadia Abdou è diventata la prima governatrice regionale del Paese dei Faraoni. Laureata in ingegneria chimica all’Università di Alessandria, classe 1944, Abdou è stata direttrice della Alexandria Drinking Water Company dal 2002 al 2012 e poi vice-governatrice dal 2013. Ora è a capo della provincia di Buhayra, nella regione nord-occidentale del Paese, famosa per essere il governatorato più popoloso oltre che per ospitare Rosetta, la città dalla quale proviene la famosa stele situata al British Museum di Londra. A differenza di altri paesi del nord Africa, l’Egitto ha una bassissima rappresentanza femminile in Parlamento. In Marocco, un sesto del Parlamento è destinato alle quote rosa. In Algeria e Tunisia la quota si aggira intorno al 30%, dipendentemente dalla dimensione della costituency. In Libia soltanto il 16% è occupato da donne. E in Egitto, dei 596 posti in Parlamento, soltanto 89 (il 14%) sono destinati alle donne, il dato più basso della regione nord-africana.

Altra notizia che fa parlare il mondo. La Borsa dell’Arabia Saudita ha nominato Sarah al Suhaimi, attuale amministratore delegato della banca di investimento Ncb Capital, primo dirigente donna della Borsa valori saudita, la nomina è secondo gli analisti un segno del cambiamento in atto nella monarchia del Golfo. Al Suhaimi è stata eletta dal consiglio di amministrazione della Borsa valori che comprende rappresentanti della Banca centrale, ministero delle Finanze e del Commercio, secondo quanto riferito dalla Borsa saudita in un comunicato stampa. La nomina rientra nel grande cambiamento messo in atto dal volto nuovo dell’establishment saudita, il vice erede al trono Mohammed Bin Salman, che nel suo ambizioso programma di riforme “Vision 2030” si posto come obiettivo di aumentare la partecipazione delle donne nel mondo del lavoro del 30 per cento dall’attuale 22 per cento nei prossimi anni. Al Suhaimi presiederà una delle più importanti piazze finanziarie del mondo arabo in momento particolarmente critico. Dopo il crollo dei prezzi del petrolio nella seconda metà del 2014, l’Arabia Saudita ha avviato una serie di aperture nel mercato finanziario interno e nel 2018 è prevista la quotazione del 5 per cento del colosso energetico Aramco.