Leadership al femminile, creatività e problem solving

di Mirta Michilli*

Nel blog Nuovo e Utile di Anna Maria Testa ho ritrovato un originalissimo intervento di Tullio De Mauro, “L’elogio di Gian Babbeo“, il protagonista della celebre favola di Hans Christian Andersen. De Mauro, che ha guidato la Fondazione come Presidente per oltre dieci anni, amava raccontare questa storia per sottolineare l’importanza della creatività, la capacità di trovare soluzioni divergenti e innovative. Nella fiaba di prova bisogna riuscire a far conversare e sorridere una principessa depressa e silenziosa. Chi ci riuscirà la avrà in sposa ed erediterà il regno […]. Un vecchio padre spinge i due figli bravi a tentare la prova. Il primo sa a memoria tutto il vocabolario latino e le ultime annate del più autorevole quotidiano del regno. Il secondo conosce tutte le leggi e i regolamenti. Nessuno prende in considerazione il terzo fratello, meno colto, un po’ stravagante e svagato. Sarà lui, invece, con la sua creatività a conquistare la principessa, la sposerà ed erediterà il regno.

De Mauro elogia l’intelligenza creativa, «che rompe le regole e le sostituisce con altre nuove e ha per motto ‘genio e regolatezza’». «Gian Babbeo ha un insieme di saperi e di immaginazione, costruiti sull’esperienza e sull’osservare», uno stile di conoscenza che è importante a scuola, in un contesto formativo, ma anche in un’azienda o in un’organizzazione.

Nella fiaba antica c’è una principessa depressa e silenziosa alle prese con i pretendenti. Nella storia attuale ci sono organizzazioni sempre più complesse da guidare, crisi che si susseguono, emergenze imprevedibili. Cresce sempre di più il livello di preoccupazione e di responsabilità per chi è alla guida. Una pressione difficile da sostenere, con pochi modelli con cui confrontarsi. E ritrovo un’analogia. La conversazione è vita, è dialogo. Far sorridere significa trovare soluzioni nuove, ridare futuro.

Quando siamo alle prese con la scelta del personale noi donne non abbiamo dubbi. I candidati super “masterizzati” ci annoiano, ci colpisce invece il “pretendente al lavoro” più creativo, il collaboratore che porta soluzioni, che sa confrontarsi, che sa “perdere tempo” in modo costruttivo per suggerirti una soluzione a cui non avevi pensato.

Soprattutto nel settore del non profit stiamo affrontando un periodo complesso, mai sperimentato prima. Oggi più che mai abbiamo bisogno di “genio e regolatezza”. Servono nuove competenze e conoscenze interdisciplinari, rigore (valutazione d’impatto), sensibilità ed empatia per affrontare il crescente disagio sociale, agilità nell’improvvisare soluzioni a problemi inediti, capacità di trovare nessi e collegamenti, passione nel lavoro di squadra. E voglia di far sorridere.

Gianbabbeo e Giambabbee cercasi.

 

*Direttore Generale della Fondazione Mondo Digitale