(AGI) – Roma, 21 mag. – “La presenza delle donne” nei posti di potere “dovrebbe essere di aiuto per tutti. La domanda di oggi è: le donne sono meno corrotte e corrompono meno degli uomini? Personalmente penso di sì. A parlare è la presidente della Fondazione Marisa Bellisario, Lella Golfo, in occasione del Convegno “La corruzione non è femmina” in corso a Roma che ha presentato un’indagine sul tema. “Vi anticipo un solo dato: il 64.9% degli intervistati pensa che dare più potere alle donne potrebbe migliorare lo stato della corruzione. Alla stessa conclusione – commenta Lella Golfo – arrivano le ricerche della Banca Mondiale, secondo le quali le donne sono più affidabili e meno inclini alla pratica corruttiva. Che significa tutto questo? Che siamo migliori degli uomini? Che siamo più pure o immuni dalle tentazioni? Non lo credo e sarebbe una discriminazione al contrario. Non abbiamo il potere e ci mancano le occasioni per essere corrotte? Non è vero neanche questo e la vicenda di Mafia Capitale lo dimostra. Al di là delle generalizzazioni, esistono peculiarità femminili che ci rendono meno inclini alla corruzione. Le donne, per esempio, hanno più paura dei rischi e infrangere la legge è sempre un rischio. Le donne hanno un innato senso di responsabilità, sono orientate al sociale, inclusive, meno competitive, guardano meno all’interesse personale e più a quello collettivo. Le donne sono più affidabili, più prudenti e oculate nell’uso del denaro e nelle spese, essendo da sempre amministratori delegati delle loro famiglie. Le donne tendono ad avere una diversa concezione del potere: un’opportunità di fare, raccogliere consenso e raggiungere obiettivi piuttosto che una dimostrazione di forza, autorità o dominio. Tutto questo – afferma Lella Golfo – non significa che con le donne alla guida d’imprese, istituzioni o governi non avremmo più fenomeni di corruzione. Però sono convinta che una maggiore presenza di donne nei ruoli decisionali aiuterebbe a far prevalere comportamenti più etici, in moltissimi contesti. Il tempo ci darà una risposta. Intanto vale la pena provarci. Anche utilizzando strumenti come le quote. Nelle aziende hanno funzionato e 225 imprese quotate si sono adeguate. Le 596 donne che oggi siedono nei CdA grazie alla Legge Golfo-Mosca e i 381 Sindaci, renderanno quelle aziende più sane e trasparenti? Io credo di sì. Anche e solo perché il confronto d’idee e prospettive, di visioni e impostazioni porta a scelte più trasparenti”.
A confermare che “la corruzione non è femmina” anche la ricerca condotta per la Fondazione Bellisario da “Euromedia Research” e presentata da Alessandra Ghisleri. Il 64.9% degli intervistati (73,1% tra le donne), infatti, pensa che l’ascesa delle donne al potere potrebbe migliorare lo stato generale della corruzione mentre il 48% degli uomini (57,5% delle donne) dovendo scegliere a chi affidare la gestione dei fondi pubblici, a parità di competenze, sceglierebbe una donna. Dopo il saluto di benvenuto della Vice Presidente del Senato, Valeria Fedeli e l’introduzione della Presidente Lella Golfo, due sono state le tavole rotonde moderate dai giornalisti Rai Franco di Mare e Annalisa Bruchi. “Potere ed Etica Pubblica” e “Corruzione e Sviluppo Economico”. (AGI)