Finalmente al taglio del nastro le due misure pensate per le famiglie e inserite nella legge di stabilità. Il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che regola il buono nidi da mille euro l’anno sta per essere pubblicato in Gazzetta ufficiale. Dal canto suo l’Inps ha pubblicato la circolare che regola il buono da 800 euro per le donne che stanno per avere un figlio. Lo stanziamento per aiutare neo mamme e neo papà è di “600 milioni di euro per il 2017 e 700 milioni a partire dal 2018”, dichiara il Ministro degli Affari regionali Enrico Costa, con delega alla Famiglia.Vediamo i contenuti.

Il “bonus gravidanza” è un assegno da 800 euro, riconosciuto per i bimbi nati o adottati a partire dall’inizio dell’anno (2017) e destinato a coprire le prime spese legate all’arrivo dei piccoli. Il contributo potrà essere richiesto, indipendentemente dal reddito, a partite dal settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione. Per avere il premio bisognerà fare domanda all’Inps per via telematica.
Altra novità è il buono nido, un contributo per il pagamento delle rette dei nidi pubblici e privati, fino a un massimo di 1.000 euro annui e per 11 mensilità. Anche questa misura riguarderà tutte le famiglie senza limiti di reddito ed è riferita all’intera durata massima di tre anni di frequenza del nido. L’aiuto sarà erogato anche alle famiglie con bambini di meno di tre anni che, a causa di gravi patologie croniche, sono impossibilitati a frequentare un nido. Le domande potranno essere presentate entro dicembre 2017. Il bonus sarà assegnato in base all’ordine di presentazione delle domande e fino a esaurimento fondi. Attenzione, però. Il beneficio non è cumulabile con i voucher baby sitter e asilo nido, né con la detrazione Irpef del 19% per l’iscrizione al nido.

Le nuove misure si affiancheranno al bonus bebè già esistente, in vigore dal 2013 e vincolato alle condizioni economiche dei richiedenti (80 euro mensili per le famiglie con Isee da 7mila a 25mila euro e di 160 euro per quelle con Isee sotto i 7mila euro per i bimbi nati o adottati tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, fino ai tre anni di vita o per i primi tre anni dall’ingresso del figlio adottivo nel nucleo familiare).
Con l’ultima manovra, sono state aumentate anche le risorse per i voucher per baby sitter e per nidi, alternativi al congedo parentale e sperimentati nel 2016. Per le lavoratrici dipendenti si passa da 20 a 40 milioni di euro e per le autonome e libere professioniste da 2 a 10 milioni. Alle mamme lavoratrici che rientrano in servizio in anticipo, rinunciando del tutto o in parte al congedo facoltativo, posso essere erogati 600 euro mensili, per un massimo di 6 mesi alle dipendenti e fino a 3 mesi per le autonome e le libere professioniste iscritte alla gestione separata dell’Inps. Il contributo è ridotto proporzionalmente all’orario di lavoro per le lavoratrici part-time. Nel 2016 c’è stato qualche intoppo. Il budget per le mamme lavoratrici dipendenti si è esaurito a inizio agosto, quando è stato dato lo stop alle domande. Il beneficio è stato esteso concretamente alle lavoratrici autonome solo a settembre. E l’Istituto di previdenza non sempre è stato all’altezza sul piano della comunicazione e dei rapporti con l’utenza.
Entro fine marzo, poi, dovrebbe entrare a regime un’ulteriore misura, il fondo crediti nuovi nati, destinato a fornire garanzie sui piccoli prestiti concessi alle famiglie che avranno o adotteranno un figlio a partire dal 2017. In sostanza le famiglie potranno chiedere un prestito alle banche aderenti all’iniziativa, a tassi agevolati, con tempi di restituzione spalmati su più anni.